Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Alterità. L’identità come relazione. Un saggio Mucchi di Roberto Marchesini

> di Luca Pantaleone

In un testo del 2016 (R. Marchesini, Alterità – L’identità come relazione, Mucchi Editore, Modena, 2016) l’etologo e filosofo Roberto Marchesini avanza una nuova proposta di antropologia filosofica, cioè di costruzione dell’identità umana, che pone al centro l’alterità e l’ibridazione animale quali unici elementi in grado di traghettarci verso una dialettica sociale post-umana.

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Il pensiero complesso e l’incertezza del sapere. Intervista a Edgar Morin di Fabrizio Li Vigni

di Gianluca Valle *

Il volume del giovane studioso Fabrizio Li Vigni si presenta come una breve introduzione al pensiero della complessità, impreziosita da un’intervista – prevalentemente di carattere biografico – al filosofo e sociologo francese Edgar Morin. Il libro risulta diviso in due parti: la prima, in cui Li Vigni ripercorre le matrici culturali del paradigma della complessità, soffermandosi sul contributo di Morin che di esso ha fornito una compiuta teorizzazione filosofica; la seconda, in cui Morin risponde alle domande di Li Vigni, Jean Foyer e Christophe Bonneuil sul suo variegato itinerario intellettuale, sugli incontri che più lo hanno influenzato, sulla gestazione della sua opera più sistematica Il metodo (6 volumi composti in un arco temporale compreso tra il 1977 e il 2004), sulle difficoltà di ricezione del suo pensiero, in particolare in Francia e soprattutto da parte delle istituzioni accademiche.

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Ivan Illich. Il mondo a misura d’uomo 

> di Daniele Baron

Il libro monografico, da poco pubblicato, che Paolo Calabrò dedica al pensatore austriaco e prete cattolico Ivan Illich, Ivan Illich. Il mondo a misura d’uomo, Pazzini Editore, 2018 Villa Verucchio (RN), è un’agile introduzione al suo pensiero che si segnala per un grande pregio: quello di riuscire a dare un quadro complessivo e equilibrato della sua opera.
Data l’attenzione di Illich al particolare, ai temi concreti, trattati con uno stile unico, che mescola sociologia, linguistica e filosofia, c’è il rischio di perdere di vista l’insieme dell’affresco; data l’efficacia della sua corrosiva pars destruens, un lettore disattento potrebbe non cogliere l’importanza delle sue concrete proposte.
Ecco perché l’opera di Calabrò è preziosa: non è solo un utile riassunto di ciò che Illich ha detto nelle sue pubblicazioni, ma, in primo luogo, è un punto di raccordo che permette di fare emergere dalle tematiche particolari una posizione generale coerente e articolata e, in secondo luogo, mostra come Illich non abbia mai smesso di contrapporre nuovi ideali agli idoli che intende abbattere. Continua a leggere


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Realismo capitalista. Un saggio di Mark Fisher

di Gabriella Putignano *

Ad un anno esatto dalla morte, la neonata collana Not ha dato alle stampe uno dei testi di capitale importanza dello studioso britannico Mark Fisher (1968-2017): Realismo capitalista.
Fisher è stato un vero intellettuale in grado di spaziare fra linguaggi plurali e molteplici, di legare la riflessione teorico-politica all’orizzonte musicale e cinematografico. Questa abilità ermeneutica la si coglie in toto nel libro, libro che si basa su un assunto fondamentale: oggigiorno non solo le forze politiche, ma lo stesso inconscio collettivo ha introiettato l’idea che “there is no alternative” al di fuori dello scenario capitalista. Non c’è via d’uscita, non c’è scampo, ed occorre dunque – per dirla con Carlo Michelstaedter – «adattarsi alla sufficienza di ciò che è dato» [La persuasione e la rettorica, Adelphi, Milano 2007, p. 104], rassegnarsi al cinismo della disperanza [Cfr. M. Galzigna, Rivolte del pensiero. Dopo Foucault, per riaprire il tempo, Bollati Boringhieri, Torino 2013], allo squallore della sopravvivenza e della diseguaglianza.

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Transizioni. Un saggio sulla filosofia che cambia, a cura di Federico Sollazzo

di Alessandro Melioli *

La prima immagine che mi sovviene accostandomi alla lettura dell’opera curata da Federico Sollazzo è di stampo sportivo. La transizione, nel gergo calcistico o cestistico, «rappresenta una fase intermedia di gioco nella quale si altera la condizione che si aveva nella fase iniziale per dare luogo ad un nuovo equilibrio» (così ad esempio su “Scienze motorie” online). Il fatto interessante è che tale concetto si può applicare soltanto a sport nei quali non esistono ruoli fissi, ovverosia dove determinati giocatori sono preposti unicamente alla fase difensiva e altri a quella offensiva, ma solo nei sistemi totali nei quali ogni soggetto si ritrova a compiere entrambe le fasi. Potremmo definirli sistemi liquidi. La transizione è diabasis ed è sempre preceduta da una sorta di periagoge, cioè di conversione del possesso palla ad opera di uno o più individui, i quali, con un gesto singolare nel rispetto delle regole del gioco, inter-rompono uno schema che stavano subendo per imbastire una nuova manovra che possa portarli ad una meta condivisa. Ma è ancora possibile una diabasis di questo tipo nel mondo attuale? Oppure la consapevolezza che «l’autentico soggetto del gioco non è il giocatore, ma il gioco stesso» [p.84], come insegna Gadamer in “Verità e Metodo”, non lascia spazio a sortite? Continua a leggere


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Le verità della filosofia. Un saggio di Giuseppe Perri sulla natura della filosofia e le sue pratiche

di Mario Lupoli *

Filosofo, docente e autore di numerosi studi, Giuseppe A. Perri esce con un prezioso e-book per le edizioni Kkien Publishing International: Le verità della filosofia. Prezioso per il tema, che accende una nuova luce sugli aspetti centrali della riflessione e dell’agire filosofici. Ma anche per la forma dialogica che ha scelto per presentare i suoi argomenti, accompagnando il lettore con semplicità, ma anche con rigore, alla scoperta dei problemi e dei percorsi propri della filosofia.
Fino a rintracciare ciò che di comune si mostra in ogni discorso filosofico, un sapere costruito in oltre duemila anni e che ha, come già suggerisce il titolo, le sue “verità”.
Il libro, edito nella collana “Pratica Filosofica” diretta da Maria Giovanna Farina, si sviluppa lungo un percorso in quattro tappe. Continua a leggere


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Generazione Erasmus. Un libro Oaks di Paolo Borgognone

di Francesco Brusori

[Paolo Borgognone, Generazione Erasmus: i cortigiani della società del capitale e la “guerra di classe” del XXI secolo, OAKS Editrice, 2017]

Generazione Erasmus COVER

Non è la prima volta che mi trovo a proporre pubblicamente una recensione letteraria. Per Filosofia e Nuovi Sentieri (FeNS) ho potuto infatti curare diverse pubblicazioni di questa natura. Tuttavia, diversamente dal passato, ci tengo a formulare una breve chiosa iniziale per amor di chiarezza e per non tradire quell’onestà intellettuale che apprezzo in molti intellettuali di personale riferimento e che cerco sempre di rispettare nel mio modesto lavoro, in prima persona. Dunque, rispettosamente sia nei confronti dei lettori, non meno che dello stesso autore di quest’opera, e anzitutto di me stesso, vorrei fissare alcuni punti introduttivi che determineranno non l’esposizione contenutistica, quanto più quella formale del mio intervento. Ho letto con interesse l’elaborato assai documentato di Borgognone sapendo fin dall’inizio di non approcciare certo un lavoro che avesse le mie medesime posizioni filosofiche, politico-sociali – nel senso più generale possibile –, nondimeno l’obiettivo vocazionale che molto umilmente perseguo non solo nella collaborazione portata avanti con passione con la rivista FeNS, ma anche nella vita è il comprendere. Per dirla à la Spinoza: “né piangere né ridere, il comprendere”. Ragion per cui non disdegno affrontare letture lontane dalla mia prospettiva, la quale va formandosi a fronte della mia esperienza singolare, e di studio e di vita materiale. Alla luce di questa generale e vincolante condizione a cui rispondo desidero quindi portare in superficie, con questa mia recensione, il contenuto che l’Autore ha obiettivamente curato e dettagliato. Ovviamente, soltanto gli snodi maggiori della trattazione Generazione Erasmus entro i confini di una contenuta recensione. Detto ciò, però, verrei meno alla mia soggettività non solo in qualità di lettore, bensì pure di persona pensante – o che almeno tenta di esserlo – qualora non mi ponessi con sincerità in dialogo con quanto letto e, mediatamente, con l’Autore. Così, al fine di tenere insieme queste diverse volontà senza fare confusione, proporrò un’esposizione nella quale quel poco che per spazio posso dire per definire alcuni miei pensieri ‘per contro’ o ‘in linea con’ le idee dell’Autore sarà opportunamente evidenziato come tale, ossia in quanto ‘personale’ e che non deve risultare per il lettore come uno statuario movente per declassare l’intero componimento letterario. Continua a leggere


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Alla ricerca dei “buoni europei”

di Francesco Brusori

[Alla ricerca dei “buoni europei”. Riflessioni su Nietzsche, (a cura di) C. Gentili, Edizioni Pendragon, Bologna 2017]
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Spesso e in diverse parti si orecchiano sentenze nietzschiane, la cui affidabilità contenutistica è quasi sempre lasciata al caso o al piacere dell’“oratore”. Negli ultimi decenni, nello specifico, si sono fatte avanti sulla scena pubblica sentenze quantomeno superficiali, per non dire completamente sconclusionate, sull’Opera di Nietzsche: tutte riconducibili entro il ventre molle di una vulgata del filosofo improvvisata, assai lontana dai testi originari. Il filosofo “della morte di Dio”, “della follia mentale” o ancora peggio “ideologo del nazionalsocialismo” risulta a tutti gli effetti il maggiore pensatore e intellettuale più incompreso dei secoli XIX e XX. Una incomprensione che tuttavia, dopo aver attraversato come un fiume carsico l’intero secolo scorso, riemerge tutt’ora, nonostante le fatiche che numerosi studiosi hanno affrontato realizzando analisi puntuali e fondate per donare al filosofo ciò che gli appartiene. Per difendere un’idea, e ancor di più una proposta filosofica, è opportuno esplicarla ex positivo, non perdendo tempo prezioso a negare una per una ciascuna fallace, popolare lettura. Questo è il fine verso cui il volume Alla ricerca dei “buoni europei” (ed. Pendragon, Bologna 2017) si indirizza. Continua a leggere


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La via dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura

> di Alessandra Peluso

Il primo amore non si scorda mai, non credo corrisponda sempre a verità, ma in tal caso sì, il primo grande amore Georg Simmel, conosciuto durante gli ultimi anni di università, sino a che scelto come argomento di tesi di laurea in “Storia della filosofia contemporanea”, “Georg Simmel: tecnica e critica della cultura” (2000), lo ritrovo nel saggio di Antonio De Simone: “La via dell’anima. Simmel e la filosofia della cultura”, edito da Meltemi Linee.

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Il bisogno di pensare. Vito Mancuso fra filosofia, scienza e teologia

> di Paolo Calabrò

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.
Fernando Pessoa

Leggere può far male? Come per tutte le cose, l’eccesso porta fuori strada, e il fine della lettura – nutrire il pensiero – può diventare qualcosa d’altro: anestetizzare la propria capacità critica rendendola dipendente dalle opinioni di altri – gli autori di libri e giornali, appunto – finendo, come rilevava Schopenhauer, per “pensare con la testa altrui, anziché con la propria”…

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Storia della contraccezione in Italia. Un libro Pendragon di Matteo Loconsole

> di Mario Lupoli

Il saggio di Matteo Loconsole, edito dalla Pendragon di Bologna, ricostruisce un’importante pagina della storia italiana, quella del dibattito dei primi del Novecento attorno al problema di una sessualità consapevole. Un punto di primaria rilevanza, in cui filosofia, politica e scienza si incontrano nell’orizzonte dell’emancipazione femminile e sociale.

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«Incontri ravvicinati e rischiosi». Recensione a “Generare Dio” di Massimo Cacciari.

di Francesco Brusori

[M. Cacciari, Generare Dio, il Mulino, Bologna 2017]

In questo saggio, che inaugura per “il Mulino” la collana Icone – pensare per immagini, il filosofo Massimo Cacciari dimostra ancora una volta la sua indiscussa capacità filosofica di approcciare quesiti radicali, quali quelli che informano l’intera civiltà occidentale alla luce del signum cristiano, spingendosi con le dovute precauzioni e la necessaria modestia oltre l’isola del ‘conoscibile’ (di kantiana memoria) per affrontare la distesa marittima che naturaliter interpella ciascun Essere umano. L’autore infatti va definendo tra le righe di queste pagine uno studio della icona di Maria, che fin da subito si mostra interpretando irriducibilmente un suo proprio divenire:«l’icona di Maria diviene; si accompagna a quella del Figlio, ma ancora più di questa sembra sfuggire a ogni astratta tipizzazione». Accompagnando il Figlio, ella accompagna anche la Voluntas Dei, rendendo possibile «il primo atto della kénosis del Signore» (p. 7). Continua a leggere