Ischia
La verdeggiante isola della Campania è oggetto del resoconto del quarto diario.

Prima di soffermarsi sulle amenità del clima e del paesaggio, Berkeley si sofferma sul carattere sanguigno degli abitanti e sul fatto che l’isola è presidiata da 150 sbirri, come è stato riferito alla sua comitiva da un gruppo di sette informatori, uno dei quali è stato ammazzato.
Un centinaio di famiglie di Ischia sono state imprigionate e le cantine aperte delle loro case sono rimaste alla mercè degli sbirri che spadroneggiano sull’isola. I parenti dei banditi erano stati catturati e rinchiusi nelle chiese.
Anche Berkeley e gli altri viaggiatori sono vittime del clima teso e problematico che si respira nell’isola: una notte vengono aggrediti da 35 sbirri e devono lasciare la stanza.
“Diversi gentiluomini ischitani sono stati catturati e rinchiusi nel carcere di Napoli, altri a Sorrento, altri a Capri, mentre 200 persone, parenti di banditi, sono state rinchiuse nel castello di Ischia. Questi gentiluomini sono stati arrestati perché sospettati di aver aiutato in qualche modo i banditi a fuggire o a nascondersi. Tra gli altri eletti Don Francesco Menghi e Don Domenico Rinfreschi, uomini di grande fama, sono stati rinchiusi nelle loro case”.
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