
L’uomo, come ci insegna Aristotele, è animale sociale e la sua socialità si esplica attraverso il dialogo. La relazione è una realtà ineludibile ed una condizione costitutiva quanto necessaria dell’essere umano, ma è anche un compito, quando diventa azione educativa, implica sempre l’uscire da sé stessi per incontrare l’altro nella sua diversità.
La relazione è un enigma perché ci attrae e ci respinge allo stesso tempo, ne abbiamo bisogno, ma è anche rischiosa o comunque ci costringe ad agire in un modo che non corrisponde ai nostri desideri.
Diventa positiva quando consente all’individuo non solo di affermarsi come persona, ma quando lo aiuta a maturare atteggiamenti di interesse verso l’altro, aperti all’ascolto e alla reciprocità.
Fino a quando le relazioni sono rimaste collocate all’interno di reti sociali solide, esse hanno retto senza particolari difficoltà. Ma dal momento in cui le cornici istituzionali sono entrate in crisi, ci stiamo accorgendo che non siamo più preparati per vivere la relazione in pienezza. Così, la fragilità della relazione appare in tutta la sua vistosità. Le relazioni sono prive di stabilità, sempre più frammentate, precarie e fragili.
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