
Perché è contrario all’abolizione del quorum ai referendum?
Sono contrario perché sostanzialmente c’è poi il rischio che ogni referendum consegua il suo risultato senza che ci sia nemmeno la consapevolezza da parte dei cittadini. Tutto sommato, con i limiti che pure ha, ritengo che il quorum sia un argine rispetto a cambiamenti che possano sconvolgere la vita già sconvolta del paese.
La accusano di avere un linguaggio troppo complicato, non adatto per le masse. Chi è il destinatario dei suoi libri?
Io non scrivo per le masse: io faccio filosofia, quindi provo a esprimere con la pazienza del concetto temi e problemi che sono quelli della filosofia; è anche un po’ ridicolo prendersela in questo senso con un uso articolato del linguaggio. La filosofia, come diceva bene Hegel, ha una sua lingua, un suo lessico. La pretesa di “abbassare” la filosofia al livello di chi non è in grado di ascoltarla non fa altro che rendere un cattivo servizio tanto alla filosofia quanto a chi la ascolta. Socrate parlava in piazza con tutti, ma in maniera articolata e senza fare sconti sui concetti o sulle riflessioni radicali. Tutti possono accedere alla filosofia; ma, come per ogni cosa, è necessario un apprendistato adeguato.
Si è mai autodefinito “filosofo”?
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