Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


Lascia un commento

Offline. Il diritto alla disconnessione

>di Emanuela Trotta*

L’incontro con l’Altro

La diffusione del coronavirus ha posto sotto assedio l’intero Paese, costringendo milioni di persone in isolamento. Ci ha obbligati ad affrontare, non solo, la precaria e fragile condizione dell’esistenza umana, ma anche la noia, come incapacità di gestire sé stessi e il proprio tempo, ha messo in risalto la futilità di tante nostre attività, e della loro natura strumentale, consistente nel tenerci distanti da quel vertiginoso vuoto, che ognuno è per sé stesso.

Continua a leggere


Lascia un commento

Agamben, Platone e Aristotele. La Teologia, il Paradigma e il Sacro

> di Bruna, Stefania Massari*

Abstract: Abstract: The resumption of agambenian studies with their specific character, on the one hand “meditating” and on the other demanding thought and concreteness about today, in our historical moment, characterized by those economic-political “devices” that do not allow structurally or do not favor the dynamism of thinking, is extremely useful, especially when the author dwells on those specific categories functional to increase the intelligibility of human and social phenomena. The author of this paper constantly verifies how productive is dwelling with a deeper look at the texts of Giorgio Agamben, also for the hermeneutic of the fundamental philosophical concepts of the classical era.

Key-word: Agambenian studies, Economic-political devices, Dynamism of thinking.

 

Sommario: La ripresa degli studi agambeniani con il loro specifico carattere, da un lato “meditante” e dall’altro esigente pensiero e concretezza sull’oggi, nel nostro momento storico caratterizzato da quei “dispositivi” economico-politici che non consentono strutturalmente o non favoriscono il dinamismo del pensare, risulta estremamente utile, soprattutto quando l’autore si sofferma su quelle specifiche categorie funzionali ad aumentare l’intelligibilità dei fenomeni umani e sociali. L’autrice di questo articolo verifica costantemente quanto sia produttivo soffermarsi con uno sguardo più profondo sui testi di Giorgio Agamben, anche per l’ermeneutica dei concetti filosofici fondamentali dell’epoca classica.

Parole chiave: Studi agambeniani, Dispositivi economico-politici, Dinamismo del pensare.

Continua a leggere


1 Commento

Gli almanacchi di Paolo Mantegazza. un libro Unicopli sulla sessualità di Matteo Loconsole

> di Mario Lupoli

Parlare di educazione e costumi sessuali, soprattutto in un Paese come l’Italia e a maggior ragione tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, è un’operazione culturale necessariamente polivoca. Richiama un orizzonte insieme pedagogico, filosofico e politico. Interpella una dimensione etico-morale e di costume. Rimanda a complesse questioni di genere, a percorsi di emancipazione, a un intreccio sempre instabile tra scienza, sanità, disciplinamento sociale. In quest’ordine così articolato di problemi si colloca l’accurata ricerca condotta da Matteo Loconsole, attorno agli almanacchi di Paolo Mantegazza, e di recente pubblicata per i tipi della Unicopli di Milano.

Continua a leggere


Lascia un commento

La “fucina del mondo”. Sintesi del vitale – parte IV

> di  Giuseppe Brescia *

Sommario. 1. Ermeneutica filosofica. Accezioni di ‘Vitalità’ e ‘mondo della vita’. 2. Il vivente originario e il sentimento – tempo nella ‘quadratura’. 3. Schema della simbolica spirituale e ‘coincidentia oppositorum’. 4. La fondazione della concezione hegeliana del finito e la teoria del giudizio.5. Psicologia e medicina. 6. Il caso di Alberto e l’esigenza di ‘qualificare le emozioni’. 7. “Che cos’è la vita ?”. 8. La questione degli opposti. Vico e Croce, ‘filosofi olistici’. 9. Tempo e vita nel pensiero occidentale e ne ‘I Ching’. 10. “Mememormee”. Archetipo dell’acqua.

Parte IV di IV

Per leggere le precedenti parti:

Parte I

Parte II

Parte III
Continua a leggere


Lascia un commento

Didattica a distanza e in presenza. Sul senso dell’educare oggi e domani

>di Lucia Gangale*

Come sempre accade nel corso delle umane vicende, l’imponderabile, la contingenza storica ci mette di fronte a situazioni sulle quali occorre riflettere e, possibilmente o necessariamente, rivedere forme e stili di vita. Accade nel Terzo Millennio che una pandemia, inaspettata come tutte le pandemie presentatesi nella storia, ci abbia costretto in isolamento forzato, onde evitare il propagarsi del contagio. Siamo ancora nella fase del lockdown, parola inglese che significa “chiusura”, “chiusura totale”, “isolamento”, “detenzione”. Una misura emergenziale dettata dal diffondersi inarrestabile del Coronavirus e dalla mancanza di un vaccino utile a contrastarlo. Storia nota, sulla quale non occorre soffermarsi oltre.

Continua a leggere


1 Commento

Il volto dell’Altro. L’umanesimo di Emmanuel Lèvinas

>di Emanuela Trotta*

L’incontro con l’Altro

Il prevalere del pensiero dell’essere, nella cultura greco-classica, ha portato a un’esaltazione della ragione e a un soggettivismo esasperato. Da Platone ad Hegel, in tutte le culture occidentali si è sviluppata quella filosofia dell’identico, che incentrata sul principio di identità, pensa l’altro sempre a partire da sé, considerandolo come un prolungamento dell’io, annullandolo nella sua differenza. L’io fa sì che tutto esiste per lui, in direzione di lui. In questo modo, l’io perde se stesso, infatti, non riconoscendo la diversità dell’altro, non comprende neanche se stesso. Da questo pensiero, deriva un atteggiamento di possesso e di dominio, che è alla radice delle forme di ingiustizia che hanno contrassegnato la nostra civiltà. All’umanesimo dell’essere, Lèvinas contrappone l’umanesimo “dell’altro uomo”.

Continua a leggere


Lascia un commento

Nichilismo e vocazione. La filosofia come ricerca di senso

>di Shady Dell’Amico*

1. La profezia di Nietzsche

Era il 18 giugno del 1887. Nelle pagine di taccuino, riempito di annotazioni nella solitudine di un viaggio in montagna, Nietzsche scrisse – sotto il titolo di “nichilismo europeo” – un testo che Giuliano Campioni, fra i massimi studiosi della riflessione nietzschiana in Italia, colloca fra i momenti culminanti della produzione del filosofo (Campioni 2006, p. 50).
Lo scritto riporta una tesi radicale: il collasso della civiltà cristiana avrebbe condotto a una rivoluzione dei rapporti sociali. La morale religiosa, si legge, serviva infatti «agli avvocati di Dio, in quanto lasciava il mondo, nonostante il dolore e il male, il carattere della perfezione – […] il male appariva pieno di senso» (ivi, p. 11). La vita in passato era breve e brutale, e questo costringeva a una consolazione metafisica, a ritenere che la sofferenza fosse il pegno di una gratificazione ultraterrena. Ciò permetteva di sopportare l’esistenza e di evitare la disperazione.
Un lento «processo di dissoluzione» (ivi, p. 12) è cominciato quando le condizioni di vita sono migliorate. È questo – scrive Nietzsche – il punto di svolta. Il maggiore benessere e le minori guerre hanno favorito l’ammissione di molto più caso e insensatezza rispetto al passato. Con l’aumento del tenore di vita, non è stato più necessario sostenere che soffrire avesse un valore. Meno violenza e barbarie in giro, e l’esistenza si è fatta più sopportabile anche senza crederla una caparra per l’aldilà. Il nichilismo – sostiene il filosofo – non nasce pertanto da un aumento di disgusto per la vita, ma dal fatto che l’interpretazione cristiana del male e del dolore è divenuta superflua. È il benessere il vero assassino di Dio.
Tutto ciò è stato fecondo di implicazioni sociali. Uno degli effetti della morale cristiana era infatti quello di spingere i disgraziati a rassegnarsi. Ora, una volta persa ogni consolazione metafisica per la loro condizione, anche loro – gli ultimi, gli infelici, i malriusciti – pensano di avere il diritto alla vita dei migliori. In un’esistenza priva di senso, niente conta di più che la potenza. E non c’è più ragione per non tentare di ottenerla a tutti i costi. Continua a leggere


Lascia un commento

Dignità e vergogna. Reato e umiliazione pubblica in Martha Nussbaum

>di Lucia Gangale*

La filosofa americana ne è convinta: «La rabbia non ci salverà, è un sentimento distruttivo» (Si vedano le pagine 257-261 e, in modo ancora più particolare, le pagg. 332-340 («La singolare generosità di Mandela») di Rabbia e perdono, Il Mulino 2017. La Nussbaum, ad un certo punto afferma: «Per Mandela, rabbia e risentimento semplicemente non sono consoni a un leader, perché la funzione del leader è di fare le cose, e il metodo generoso e collaborativo permette di riuscirci» (pag. 339 op. cit.)).
Si insinua in maniera velenosa nei rapporti interpersonali e nella vita politica, ragionando spesso in termini di rivalsa. Con effetti devastanti.
Probabilmente, dice la Nussbaum, da sentimento universale qual è, la rabbia affonda le due radici nell’evoluzione della specie. Ma, utilizzata male in ambito politico, può avere effetti controproducenti per la vita di milioni di persone. Per questo motivo i greci e i romani la ritenevano un problema, i cui effetti devono essere contenuti.

Continua a leggere


Lascia un commento

La “fucina del mondo”. Sintesi del vitale – parte III

> di  Giuseppe Brescia*

 

Sommario. 1. Ermeneutica filosofica. Accezioni di ‘Vitalità’ e ‘mondo della vita’. 2. Il vivente originario e il sentimento – tempo nella ‘quadratura’. 3. Schema della simbolica spirituale e ‘coincidentia oppositorum’. 4. La fondazione della concezione hegeliana del finito e la teoria del giudizio. 5. Psicologia e medicina. 6. Il caso di Alberto e l’esigenza di ‘qualificare le emozioni’. 7. “Che cos’è la vita ?”. 8. La questione degli opposti. Vico e Croce, ‘filosofi olistici’. 9. Tempo e vita nel pensiero occidentale e ne ‘I Ching’. 10. “Mememormee”. Archetipo dell’acqua.

Parte III di IV

Per leggere le precedenti parti:

Parte I

Parte II

Continua a leggere


5 commenti

Dal controllo del corpo al controllo della mente. L’avvento della psicopolitica

>di Francesca Quaratino*

ABSTRACT

La psicopolitica (Han, 2016), forma di potere contemporanea, non è comparsa ex abrupto nel XXI secolo, bensì si potrebbe definire come il risultato della trasformazione del precedente sistema biopolitico (R. Esposito, 2004). Affinché risultino chiari gli strumenti di controllo scelti dalla psicopolitica occorre compiere un salto indietro e avvalersi di alcune categorie della biopolitica, interpretate ed elaborate per la prima volta in modo genealogico e sistematico dal filosofo Michel Foucault.

Continua a leggere


Lascia un commento

Reazioni a pensieri che cambiano inaspettatamente la propria cultura

> di Vito J. Ceravolo*

 

Introduzione

In data 2 febbraio 2020 apro un confronto virtuale in merito alla mia filosofia sul forum on-line di Riflessioni.it, sezione Tematiche filosofiche. Il titolo del confronto è “Giochi di pensiero: la terza rivoluzione filosofica”. Il risultato è un dialogo su più fronti che intitolo “reazioni a pensieri che cambiano inaspettatamente la propria cultura”. In data 21 febbraio, scandagliate le domande preliminari sul tema, chiudo il confronto: coinvolti 12 utenti tutti apparenti dietro un nickname, a parte me col mio nome di battesimo. Di seguito riporto il gioco, successivamente la sintesi del confronto nelle mie sole risposte, corrette, unite e separate fino a formare i temi qui presenti (e tralasciandone alcuni). Temi che costoro hanno aperto e indirizzato e che ringrazio per gli spunti che vi vengo a mostrare; senz’altra bibliografia se non le loro voci e gli articoli legati al seguente gioco.

Giochi di pensiero: la terza rivoluzione filosofica

«Ridersela della filosofia
significa filosofare per davvero»
Pascal

Questo è un gioco che invita a confrontarsi con possibilità che esulano dai normali standard filosofici, logici e linguistici. Possibilità che mettono a prova le abilità di pensiero. La sfida è questa: la costruzione di un nuovo paradigma filosofico o lo stralcio delle sue possibilità.

Quello che qui propongo sono dunque i tratti generali di un diverso modo di condurre il pensiero. Tali tratti possono essere approfonditi e verificati negli articoli (gratuiti) a cui viene associato ogni passaggio di questa sintesi. Ma partiamo dall’inizio:

Continua a leggere