
Diego Fusaro, marito e padre di due figli, ha studiato al Liceo classico Vittorio Alfieri di Torino, si è laureato in filosofia all’Università degli studi di Torino e ha conseguito il dottorato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Insegna storia della filosofia all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano (IASSP). Attivo a trecentosessanta gradi nell’ambito della cultura, scrive di filosofia nei suoi numerosi libri e sui giornali.
Cosa legge quando non legge di filosofia?
Leggo prevalentemente letteratura classica, Hugo, Dostoevskij, Dumas, Steinbeck. Non manca ogni tanto qualche richiamo alla contemporaneità.
Film e disco preferiti?
Matrix mi piace molto perché è denso di implicazioni filosofiche. Ma mi piace molto anche Il federale con Ugo Tognazzi, o Goodbye Lenin. In musica, in realtà non mi spingo oltre Beethoven e Mozart. Anche se amo le canzoni di Rino Gaetano.
Per un certo periodo è comparso un sigaro nelle sue immagini.
Il sigaro nelle immagini compariva nell’epoca pandemica, quando era obbligatorio coprirsi il volto con la mascherina; coprirsi il volto ritengo sia il gesto proprio degli schiavi, storicamente, così io non lo coprivo, utilizzando il sigaro per giustificare il dissenso.
Sta pensando a un progetto politico?
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