
Cita spesso la frase di Nietzsche: “Da oggi non conta più chi sei stato finora, ma solo chi vuoi essere da oggi in poi”. Perché?
Nietzsche è un autore da cui traggo selettivamente alcune citazioni o riflessioni – a differenza di Hegel o di Marx di cui condivido integralmente l’impianto dialettico e filosofico. Nietzsche, come disse Ferruccio Masini, è uno scriba del caos, quindi si trovano in lui riflessioni talvolta non coerenti che si prestano anche a letture diverse. Quella formulazione mi pare particolarmente felice perché ci suggerisce che non conta, sul piano politico oggi, da dove arriviamo, ma dove vogliamo andare; come diceva Costanzo Preve, al viandante non devi chiedere donde giunga, ma dove voglia dirigersi. In altri termini, non importa se il nostro compagno sia appartenuto alla destra, alla sinistra, al centro o quali trascorsi abbia; importa soltanto chiedergli se intenda andare verso una democrazia socialista radicale, quindi opporsi integralmente al sistema capitalistico come contraddizione fondamentale di questo tempo.
Cosa ne pensa dell’eutanasia? È una libertà da riservare all’individuo?
L’eutanasia è un tema scivolosissimo, in cui ci sono ragioni valide sia presso i sostenitori sia presso i non sostentori. È infatti evidente che, come insegnano i Greci, la vita vale intanto che è buona, degna di essere vissuta; una vita che non abbia più queste prerogative e sia ormai ridotta a sopravvivenza può legittimamente essere tale da indurre il soggetto che la vive a scegliere di non viverla più, in questo senso l’eutanasia ha una sua dignità. Tuttavia, la contropartita è che nella società della performance, del consumo e del capitale si rischia di procedere verso una liberalizzazione disinvolta dell’eutanasia e quindi dello sbarazzarsi di ogni corpo che non sia immediatamente inseribile nei circuiti della prestazione e della produzione, questo è il vero rischio che si corre oggi, a mio giudizio.
D’altro canto il potere si impone sull’individuo anche nel vietare l’eutanasia, obbligando ad accettare la visione per la quale la vita biologica è più importate della vita degna, come è successo all’epoca del CoViD-19.
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