Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

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Brevi lezioni di Botanica. Rileggiamo Rousseau

Una succinta nota introduttiva di Anna Faro, curatrice e traduttrice, ci porta a riconsiderare quest’opera del grande filosofo ginevrino. La potremmo ritenere marginale quanto all’ampiezza e ai contenuti: come si spiega ai bambini il mondo vegetale, ed anche perché è stesa dopo che le sue opere principali, Il Contratto sociale e l’Emilio, già erano state prodotte provocando sulle prime più contestazioni che consensi. Parigi e Ginevra lo rifiutano, Rousseau trova accoglienza in Inghilterra presso il filosofo David Hume, poi torna in Francia e si dedica all’osservazione del gran libro del mondo, in particolare del regno vegetale, che egli considera il più bello dei tre che la natura ci offre. È il periodo, dal 1770 fino al termine della sua esistenza 1778, delle sue passeggiate solitarie, che rinfrancano il corpo e permettono di fantasticare, senza peraltro dimenticare la ragione.

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Il rischio di pensare. Un saggio di Paolo Calabrò su scienza e paranormale in Rupert Sheldrake

Il rischio di pensare.
Il titolo del libro di Paolo Calabrò, da poco pubblicato con Progedit e dedicato al pensatore e biochimico britannico Rupert Sheldrake, è molto azzeccato: nell’opera di Sheldrake, infatti, vengono messi in questione presupposti considerati intoccabili dalla scienza e vengono presi in considerazione, come scientificamente interessanti e passibili di studio sperimentale, fenomeni quali la telepatia, la capacità di premonizione degli eventi, che sono sempre stati bollati come superstizione o come trucchi di prestigio. La sua opera è insieme critica del dogmatismo della scienza e apertura di nuovi orizzonti. Ecco perché è rischiosa: va controcorrente, sfidando quelli che sono diventati i luoghi comuni della scienza. La maggior parte degli scienziati si rifiuta di prendere sul serio il “paranormale” o “fenomeni psi” che invece Sheldrake tematizza con la massima serietà. Continua a leggere

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Ricominciare. 10 tappe per una nuova vita Un saggio di Laura Campanello per Mondadori

 

Cosa significa ricominciare nella vita? Quando e come ciò può avvenire? Quante volte nel corso della nostra esistenza eventi, spesso traumatici, ci hanno annichilito, mettendo prima in discussione tutto, poi facendo nascere in noi l’impellenza di iniziare da capo, di ripartire con rinnovata spinta alla ricerca del senso più autentico della vita?
Il libro di Laura Campanello Ricominciare. 10 tappe per una nuova vita, Mondadori, Milano 2020, risponde a questa esigenza sentita e sperimentata da tutti e si caratterizza fin dal principio come uno strumento per accompagnare il lettore nel percorso di rinascita, attraverso consigli pratici e riflessioni mai astratte ma sempre orientate verso la concreta esperienza. L’autrice è un’esperta di Pratiche filosofiche, socio fondatore della Società di Analisi Biografica e Orientamento Filosofico (SABOF) e consulente pedagogica specializzata nell’accompagnamento alle malattie e al lutto e questo libro rispecchia la sua impostazione filosofica. Continua a leggere


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Gli almanacchi di Paolo Mantegazza. un libro Unicopli sulla sessualità di Matteo Loconsole

> di Mario Lupoli

Parlare di educazione e costumi sessuali, soprattutto in un Paese come l’Italia e a maggior ragione tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, è un’operazione culturale necessariamente polivoca. Richiama un orizzonte insieme pedagogico, filosofico e politico. Interpella una dimensione etico-morale e di costume. Rimanda a complesse questioni di genere, a percorsi di emancipazione, a un intreccio sempre instabile tra scienza, sanità, disciplinamento sociale. In quest’ordine così articolato di problemi si colloca l’accurata ricerca condotta da Matteo Loconsole, attorno agli almanacchi di Paolo Mantegazza, e di recente pubblicata per i tipi della Unicopli di Milano.

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Pensiero filosofico e teologico. Nuovo volume dell’Opera Omnia di Raimon Panikkar

> di Paolo Calabrò
Panikkar

Ogni nuovo libro che reca il nome di Raimon Panikkar in copertina è benvenuto. Ma ancor più benvenuto è questo nuovo volume dell’Opera Omnia edita in italiano da Jaca Book dal titolo Pensiero filosofico e teologico (vol. X, tomo 2), incentrato sull’indispensabile confronto tra la filosofia di Panikkar e quella occidentale moderna e contemporanea: vi si ritrovano infatti saggi rivolti al confronto con Jacobi, con Ricoeur, con Heidegger. Non solo. Esso si incentra anche sul rapporto (discorso talvolta annoso, ma sempre attuale) tra teologia e filosofia; le quali, secondo il dispositivo intellettuale classico di Panikkar, andrebbero, sì, distinte, ma non separate: una tale separazione, in effetti, «non ha ragione di essere, poiché le due discipline si implicano vicendevolmente» (dall’Introduzione).

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Mise en abyme. Un romanzo filosofico di Daniele Baron

> di Paolo Calabrò

Il romanzo Mise en Abyme di Daniele Baron, appena pubblicato da Il Seme Bianco (Roma 2019), è diverse cose insieme, può essere letto su più livelli: prima di tutto, è un giallo in cui si è sospinti alla ricerca del colpevole di un omicidio. Ma non solo: da un altro punto di vista, avendo come protagonista un aspirante scrittore con il sogno di affermarsi, è anche riflessione su (e messa sotto accusa di) una particolare concezione dell’arte come confessione e autobiografia; infine, da una lettura più in profondità emerge un terzo livello filosofico che ha a che fare con il problema del male e del trascendente.

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Bambini, animali e modelli educativi. Recensione a Lettere a un futuro animalista di Dario Martinelli

> di Davide Russo*

«Educare all’animalismo è in realtà un’impresa titanica, che chiama in causa tantissime sfere della vita personale e sociale. Ne parlerò accuratamente più avanti, ma per ora mi preme sottolineare l’incredibile quotidianità del nostro rapporto con gli altri animali (rapporto che è quasi sempre «abuso» e «sfruttamento»). È un rapporto di una tale ricorrenza e intensità che ho sempre trovato assurdo che materie come l’antrozoologia (o zooantropologia) non vengano insegnate sin dai primi anni di scuola. Si arriva ad insegnare cose come equazioni e radici quadrate, che non serviranno mai nella vita della stragrande maggioranza degli abitanti di questo pianeta, e non si insegna come interpretare segnali di apertura o ostilità in un cane, che invece è qualcosa che accade ripetutamente a quasi tutti, anche solo passeggiando per strada» (D. Martinelli, Lettere a un futuro animalista, Ugo Mursia Editore S.r.l., Milano 2014, p. 11). Continua a leggere


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Capire il pensiero di Martha Nussbaum. Un saggio Il Prato di Lucia Gangale

> di Paolo Calabrò

Prima introduzione al pensiero di Martha Nussbaum in Italia, questo saggio di Lucia Gangale – giornalista e insegnante di Filosofia – si propone di illustrare al lettore i motivi del successo di un’autrice che è stata annoverata tra i cento intellettuali più importanti del mondo e che ha ricevuto ben trentadue onorificenze da accademiche da istituzioni americane, europee ed asiatiche. E lo fa attraverso un percorso che si snoda in quattro punti, corrispondenti ad altrettante opere su cui si focalizza: La fragilità del bene, Coltivare l’umanità, Non per profitto, Emozioni politiche.

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Piacere e colpire. La società della seduzione. Un libro Cortina di Gilles Lipovetsky

> di Paolo Calabrò

«La regola principale è quella di piacere e di colpire: tutte le altre non esistono che per giungere a realizzare questa prima regola»: così scrive Racine nella Prefazione a Bérénice del 1670. Come sono cambiate le cose per noi, dopo più di tre secoli? Tutte le società hanno assegnato un ruolo all’arte di sedurre: la seduzione veniva considerata tradizionalmente come una forza potente e non priva di pericoli, che era dunque necessario controllare (per esempio relegandola all’ambito del corteggiamento e della sessualità), ma era al contempo impossibile da eliminare: è la natura stessa a insegnare quanto la seduzione faccia parte dei rituali ancestrali dell’accoppiamento animale e, con esso, del progredire della specie. Oggi assistiamo a un venir meno di questi limiti: un po’ perché – in generale – i confini e i meccanismi di ogni ambito divengono sempre più “liquidi” (Bauman), un po’ perché – in particolare – «non c’è più alcun principio sociale o ideologico che si contrapponga al diritto di tutti, donne, uomini, adolescenti, minoranze sessuali, a esaltare le loro attrattive fisiche. All’immaginario millenario della “seduzione pericolosa” segue una cultura contrassegnata dagli incitamenti permanenti a mettersi in mostra a qualunque età». Ma è poi così vero, come diceva Kundera, che siamo passati dall’epoca della seduzione a quella del “collezionismo”, nella quale si può avere tutto e a portata di mano? Il capitalismo globale, con la sua mano tutt’altro che invisibile, ha ancora bisogno della seduzione, o può farne definitivamente a meno?

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Abraham Joshua Heschel, Passione di verità. Un libro Iduna a cura di Luca Siniscalco

> di Bruna, Stefania Massari
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“Passione di verità”, “A Passion for Truth” (di Abraham Joshua Heschel, con prefazione e cura di Luca Siniscalco, traduzione di Luisa Theodoli – edito da IDUNA nel 2019) è un libro autobiografico, e nello stesso tempo è un saggio filosofico. In esso, l’autore trasforma le figure che più hanno caratterizzato la sua formazione, nella tradizione chassidica, in emblemi di verità universale. Il curatore del testo, Luca Siniscalco, in un’ampia prefazione, espone tale percorso con chiarezza, a partire dal titolo: “Itinerarium mentis in veritatem”. Si tratta infatti di un vero e proprio viaggio dell’autocoscienza (entro sé è fuori di sé, in senso hegeliano), e per ciò stesso mistico (secondo un concetto di misticismo privo di valenze irrazionalistiche), in cui vi è in gioco tutto l’uomo e tutto ciò che appartiene integralmente alla sua esperienza esistenziale («L’ebraismo pretende tutto dagli uomini, l’uomo intero» – p. 292).

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Giuseppe Brescia, Radici dell’Occidente, ed. Libertates

> di Gianfranco Bosio

Salutiamo con entusiasmo l’ultimo lavoro di G. Brescia, una vera e propria summa di tutta la sua nutrita, ramificata e assidua produzione. Di essa ricordiamo, fra i molti titoli,solamente Il vivente originario (2013), al quale abbiamo premesso una prefazione, I conti con il male (2014), Tempo e Idee (2014). Agli altri lavori abbiamo dedicato recensioni e segnalazioni. L’A. nella presentazione, ricorda le fasi essenziali delle sue ricerche poliedriche, versatili ed eclettiche: un periodo “filologico”, dedicato in prevalenza al pensiero di B. Croce, un periodo centrato sui “modi categoriali”, il sentimento la memoria, il tempo; segue un periodo di studi e ricerche di scienza e filosofia della scienza in Ipotesi e problemi per una filosofia della natura (1987), ed Epistemologia ed ermeneutica nel pensiero di K. Popper (1986), poi il “periodo sistematico” con studi di espistemologia (Cosmplogia come sistema delle scienze di frontiera), successivamente il periodo degli studi su “Utopia e distopia” che comprende studi su Orwell, Jung e Croce. Infine il periodo dell’ “ermeneutica adulta”, con studi dedicati a Eliot, Joyce, Thomas Mann, Tolstoi e Dostojevski (pp. 5-6 della “Presentazione”.

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Martin Heidegger: Che cos’è la metafisica?a cura di Federico Sollazzo

> di Marco Viscomi

La riedizione del testo heideggeriano Was ist Metaphysik? proposta dall’editore goWare presenta almeno due originalità interessanti. Per un verso, il volume ripropone la nota traduzione di Armando Carlini ad uno scritto essenziale nello snodo del pensiero di Martin Heidegger, nel quale le parole del filosofo tedesco sono correlate dalle osservazioni in margine dell’importante interprete italiano. Sebbene una simile operazione editoriale contravvenga alle misure predisposte da Heidegger nel dare alle stampe la sua opera omnia presso la Klostermann, l’impegno ermeneutico del Carlini rilancia oggi più che mai la necessità di impugnare la parola heideggeriana con un nuovo spirito critico. Vale a dire: non l’interesse di fare del proselitismo sulla personalità speculativa del filosofo di Messkirch, ma piuttosto l’intento di appropriarsi di questa tipicità teoretica, nel tentativo ormai maturo di superarla in un orizzonte metafisico contemporaneo ulteriore.

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