Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Capire il pensiero di Martha Nussbaum. Un saggio Il Prato di Lucia Gangale

> di Paolo Calabrò

Prima introduzione al pensiero di Martha Nussbaum in Italia, questo saggio di Lucia Gangale – giornalista e insegnante di Filosofia – si propone di illustrare al lettore i motivi del successo di un’autrice che è stata annoverata tra i cento intellettuali più importanti del mondo e che ha ricevuto ben trentadue onorificenze da accademiche da istituzioni americane, europee ed asiatiche. E lo fa attraverso un percorso che si snoda in quattro punti, corrispondenti ad altrettante opere su cui si focalizza: La fragilità del bene, Coltivare l’umanità, Non per profitto, Emozioni politiche.

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Piacere e colpire. La società della seduzione. Un libro Cortina di Gilles Lipovetsky

> di Paolo Calabrò

«La regola principale è quella di piacere e di colpire: tutte le altre non esistono che per giungere a realizzare questa prima regola»: così scrive Racine nella Prefazione a Bérénice del 1670. Come sono cambiate le cose per noi, dopo più di tre secoli? Tutte le società hanno assegnato un ruolo all’arte di sedurre: la seduzione veniva considerata tradizionalmente come una forza potente e non priva di pericoli, che era dunque necessario controllare (per esempio relegandola all’ambito del corteggiamento e della sessualità), ma era al contempo impossibile da eliminare: è la natura stessa a insegnare quanto la seduzione faccia parte dei rituali ancestrali dell’accoppiamento animale e, con esso, del progredire della specie. Oggi assistiamo a un venir meno di questi limiti: un po’ perché – in generale – i confini e i meccanismi di ogni ambito divengono sempre più “liquidi” (Bauman), un po’ perché – in particolare – «non c’è più alcun principio sociale o ideologico che si contrapponga al diritto di tutti, donne, uomini, adolescenti, minoranze sessuali, a esaltare le loro attrattive fisiche. All’immaginario millenario della “seduzione pericolosa” segue una cultura contrassegnata dagli incitamenti permanenti a mettersi in mostra a qualunque età». Ma è poi così vero, come diceva Kundera, che siamo passati dall’epoca della seduzione a quella del “collezionismo”, nella quale si può avere tutto e a portata di mano? Il capitalismo globale, con la sua mano tutt’altro che invisibile, ha ancora bisogno della seduzione, o può farne definitivamente a meno?

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Abraham Joshua Heschel, Passione di verità. Un libro Iduna a cura di Luca Siniscalco

> di Bruna, Stefania Massari
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“Passione di verità”, “A Passion for Truth” (di Abraham Joshua Heschel, con prefazione e cura di Luca Siniscalco, traduzione di Luisa Theodoli – edito da IDUNA nel 2019) è un libro autobiografico, e nello stesso tempo è un saggio filosofico. In esso, l’autore trasforma le figure che più hanno caratterizzato la sua formazione, nella tradizione chassidica, in emblemi di verità universale. Il curatore del testo, Luca Siniscalco, in un’ampia prefazione, espone tale percorso con chiarezza, a partire dal titolo: “Itinerarium mentis in veritatem”. Si tratta infatti di un vero e proprio viaggio dell’autocoscienza (entro sé è fuori di sé, in senso hegeliano), e per ciò stesso mistico (secondo un concetto di misticismo privo di valenze irrazionalistiche), in cui vi è in gioco tutto l’uomo e tutto ciò che appartiene integralmente alla sua esperienza esistenziale («L’ebraismo pretende tutto dagli uomini, l’uomo intero» – p. 292).

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Giuseppe Brescia, Radici dell’Occidente, ed. Libertates

> di Gianfranco Bosio

Salutiamo con entusiasmo l’ultimo lavoro di G. Brescia, una vera e propria summa di tutta la sua nutrita, ramificata e assidua produzione. Di essa ricordiamo, fra i molti titoli,solamente Il vivente originario (2013), al quale abbiamo premesso una prefazione, I conti con il male (2014), Tempo e Idee (2014). Agli altri lavori abbiamo dedicato recensioni e segnalazioni. L’A. nella presentazione, ricorda le fasi essenziali delle sue ricerche poliedriche, versatili ed eclettiche: un periodo “filologico”, dedicato in prevalenza al pensiero di B. Croce, un periodo centrato sui “modi categoriali”, il sentimento la memoria, il tempo; segue un periodo di studi e ricerche di scienza e filosofia della scienza in Ipotesi e problemi per una filosofia della natura (1987), ed Epistemologia ed ermeneutica nel pensiero di K. Popper (1986), poi il “periodo sistematico” con studi di espistemologia (Cosmplogia come sistema delle scienze di frontiera), successivamente il periodo degli studi su “Utopia e distopia” che comprende studi su Orwell, Jung e Croce. Infine il periodo dell’ “ermeneutica adulta”, con studi dedicati a Eliot, Joyce, Thomas Mann, Tolstoi e Dostojevski (pp. 5-6 della “Presentazione”.

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Martin Heidegger: Che cos’è la metafisica?a cura di Federico Sollazzo

> di Marco Viscomi

La riedizione del testo heideggeriano Was ist Metaphysik? proposta dall’editore goWare presenta almeno due originalità interessanti. Per un verso, il volume ripropone la nota traduzione di Armando Carlini ad uno scritto essenziale nello snodo del pensiero di Martin Heidegger, nel quale le parole del filosofo tedesco sono correlate dalle osservazioni in margine dell’importante interprete italiano. Sebbene una simile operazione editoriale contravvenga alle misure predisposte da Heidegger nel dare alle stampe la sua opera omnia presso la Klostermann, l’impegno ermeneutico del Carlini rilancia oggi più che mai la necessità di impugnare la parola heideggeriana con un nuovo spirito critico. Vale a dire: non l’interesse di fare del proselitismo sulla personalità speculativa del filosofo di Messkirch, ma piuttosto l’intento di appropriarsi di questa tipicità teoretica, nel tentativo ormai maturo di superarla in un orizzonte metafisico contemporaneo ulteriore.

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Arrischiarsi a sapere l’oggi. Invito alla lettura di Ivano Dionigi, “Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza” (Solferino, Milano 2019)

È possibile oggigiorno pensare ciò che ci circonda e ci interpella, senza cedere a infingimenti o a sterili etichette? Si può in un qualche modo osare di più, nel tentativo di renderci meno alieno questo complesso presente? Di certo Ivano Dionigi nel suo Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza (Solferino, Milano 2019) non solo ne accerta l’eventualità, ma ne dimostra soprattutto l’impellente occorrenza. A fronte delle sfide che il nostro tempo ci impone si rivela sempre più necessario «abitare la domanda», senza accontentarsi di frequentare fugaci e superficiali opinioni. Aprirsi finalmente ai «perché interrogativi» (p. 13) significa non solo nutrire una curiositas rivolta a ciò che è vero (e non solo verso ciò che appare ovvio), ma anche prospettare la retta condizione sotto cui germogli il sapere: non c’è vera risposta che non derivi da un interrogativo posto correttamente. Continua a leggere


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Xenofemminismo: il presente in azione

> di Davide Molinari

I motivi di interesse per il testo Xenofeminism di Helen Hester sono molteplici. Questo libro contiene una personale elaborazione dell’autrice rispetto ai temi contenuti ne Manifesto Xenofemminista, uscito nel 2015 a cura del Collettivo Laboria Kuboniks del quale Heaster è una dei membri. In primo luogo quindi si tratta di un lavoro di chiarimento, puntualizzazione e completamento di questo progetto passato. Questa impostazione che si trova a metà strada tra il divulgativo, il didattico e il polemico risulta coinvolgente non solo per la chiarezza dell’esposizione, ottenuta grazie a esempi concreti sui quali si poggia l’analisi, ma anche per riferimenti ad altre autrici puntualmente citate con le quali (o contro cui) si sviluppa l’analisi. Questo permette al lettore non esperto dei mondi femministi tanto di avere tanto un abbozzo di quadro generale della situazione teorica attuale, come una chiara esposizione dei punti che l’autrice vede come salienti della propria teoria Xenofemminista.

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Il racconto delle passioni. Un libro Bonanno di Sandro Vero

> di Redazione

Le passioni, solitamente considerate materiale refrattario rispetto alle logiche insinuanti del capitalismo, offrono in realtà a quest’ultimo una formidabile occasione per una completa penetrazione nella soggettività. Si tratta, tuttavia, non delle passioni nella loro sostanza incandescente, difficilmente governabile, bensì del loro dirsi, del loro narrarsi. In altre parole, al capitalismo fa gola la narrazione passionale, se ne impossessa e ne ripropone incessantemente ogni declinazione possibile, purché serva a imbrigliare il soggetto nelle sue trame fondamentali: il consumo e il debito. La vicenda passionale è così vista su due livelli: quello alto, dei fondamenti di una semiotica del racconto passionale; quello basso, delle storie concrete in cui si articola. Il racconto delle passioni è il secondo capitolo di un ideale trittico iniziato con Il mito Infinito (Il Prato, 2016), uno studio sul carattere circolare dei miti del capitalismo.

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Uomo, una mente molto inquieta. Breve riflessione intorno a “La Mente Inquieta. Saggio sull’Umanesimo” di Massimo Cacciari [Einaudi, 2019].

Francesco Brusori

Chiediamoci subito: ciò che passa sotto l’etichetta storiografica di «rinascimento» o «umanesimo» è solo diretto sinonimo di quella «rinascita» di cui Giorgio Vasari parla in relazione alla storia delle belle arti? Nulla di più complesso e radicale? Per dirla con Kristeller, nulla di meno vago? Ebbene il tentativo di Massimo Cacciari ne La Mente inquieta [La Mente Inquieta. Saggio sull’Umanesimo, Einaudi, Torino 2019] è precisamente quello di rispondere in modo indiretto ma rigoroso – con parole e con una preziosa raccolta iconografica che arricchisce nell’insieme il testo – a tali interrogativi, attuando un puntuale approfondimento dell’itinerario intellettuale che vede in Lorenzo Valla, Leon Battista Alberti, Giovanni Pico della Mirandola, Leonardo Bruni, Marsilio Ficino – tanto per citarne alcuni – degni e autentici esponenti di quella che per Cacciari deve riconoscersi come peculiarissima «età assiale» ed «epoca di crisi». Del resto, come potrebbero spiegarsi quelle straordinarie e rivoluzionarie teorie dell’arte per cui il rinascimento è ricordato, qualora non si ammettesse di necessità una «implicita filosofia dell’arte» o una relativa «antropologia filosofica» (p. 5)?
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Pensare per «ritratti». Un libro Adelphi di Massimo Cacciari

> di Francesco Brusori

Massimo Cacciari non è nuovo a riflessioni profonde che pretendano di attingere un piano sovra-intuitivo e tanto straordinario quanto fuggevole, quale quello su cui si articola un pensiero interessato a interrogarsi su questioni spirituali, religiose. Nel saggio Doppio ritratto: San Francesco in Dante e Giotto (Adelphi, Milano 2012) egli non si sottrae a un’analisi della eccezionale figura del Santo di Assisi che parta da due prospettive differenti: Dante, da un lato, e Giotto, dall’altro. Che sia possibile ravvisare significative analogie tra la rappresentazione dantesca e quella giottesca sulla cui base chiarificare il volto del Santo e, più radicalmente, il portato di senso dell’opera da lui storicamente compiuta? Il sapore di tale interrogativo apre dunque il saggio e tutto acquista maggiore forza a fronte dell’anticipazione offerta dall’Autore stesso già tra le prime pagine:«in nulla Francesco è più profondamente imitazione del suo Cristo che nell’essere tradito» (p. 19).

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Le ragioni del Buddha. Un libro Meltemi di Diego Infante

> di Paolo Calabrò

Esiste la possibilità di un dialogo fra Oriente e Occidente (a partire proprio dalla riflessione su queste due categorie iniziali: insomma, esistono davvero un “oriente” e un “occidente”, o non è forse vero che siamo sempre a est e a ovest di qualcuno altro? Ovvero ancora: non sarebbe ora di cominciare a guardare le cose con occhi un po’ meno postcoloniali?); e, se esiste: su quali basi va fondata? È salutare infatti riflettere su una questione centrale: nessuna civiltà (nessuna ideologia, o religione, o autorità politica) possiede oggi le soluzioni generali ai nostri problemi globali. Un dialogo tra culture diverse, anche quelle più lontane o considerate incompatibili, pertanto, si impone; per venir fuori da un’impasse che non è più soltanto teoretica – ma lo è mai stata davvero, del tutto? – bensì concreta e urgente, data la catastrofe ambientale e climatica all’orizzonte (tanto per dirne una e per tacere di quella umana e sociale).

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Empatie. Un libro Cortina di Laura Boella

> di Alessandra Peluso *

Dalla modernità descritta in maniera encomiabile da Georg Simmel dove vige una società del conflitto e della tragedia, si giunge alla contemporaneità, all’interno della quale ancora alberga una conflittualità, un’alienazione aberrante dovuta ad un’assenza di ruoli, ad una sovrabbondante esposizione del sé che non sembra per l’individuo avere la capacità di recuperare la propria identità, la propria umanità in un laboratorio di esperienze a volte inconsapevoli e irresponsabili. E in tale contesto, si colloca come la lanterna di Diogene, o un lume della ragione, il saggio di Laura Boella dal titolo “Empatie. L’esperienza empatica nella società del conflitto”, pubblicato da Raffaello Cortina Editore.

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