Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

L’io reciproco. Lo sguardo di Simmel. Un saggio Mimesis di Antonio De Simone

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> di Alessandra Peluso

Il silenzio è la notte oscura della parola, ma è in questa notte che il pensiero germoglia. La più elevata funzione del silenzio si rivela in quello spazio che deve crearsi, affinché sia possibile il dialogo, l’incontro; nel silenzio il lettore, l’interlocutore riesce a relazionarsi con se stesso, con l’altro ed avverte lo sguardo, quello disincantato di Georg Simmel. Uno sguardo esteso, divino, provvidenziale del quale ne è intrinseco il pensiero. Se Zeno ha ricorso alla scrittura per curare i suoi mali e riprendere il potere della parola, si pensi a “La coscienza di Zeno”, di Italo Svevo, questa distonia non appartiene di sicuro al filosofo tedesco che è andato oltre la parola, ha contagiato secoli e secoli con le sue teorie filosofica, politica, sociologica, pedagogica e senza porsi l’intento della cura, certamente, leggendolo, qualche male lo si riesce a risolvere.

Il suo lungimirante e scomodo sé ha rotto ogni argine di bonaria accettazione e senso di snobismo, quel radical chic vacuo che anche al tempo di Simmel era presente, ma lo stesso lo combatte con la forza delle sue idee. Dimostra determinazione e dà prova di come, quando lo si voglia, si possano raggiungere mete importanti. “Un sismografo capace di inquietare il nostro tempo, un nostro contemporaneo”, si legge nell’opera di Antonio De Simone, “L’Io reciproco. Lo sguardo di Simmel”, (Mimesis Edizioni), il quale dopo “La via dell’anima”, passa a descrivere le vie dell’io, giustappunto con “L’io reciproco”.
È insolito accostarsi a veri e propri manuali del come vivere, come osservare la realtà, una cartina tornasole dell’individuo, del sé, dell’altro e delle reciproche relazioni all’interno delle quali spesso l’individuo si trova invischiato; quotidianamente infatti, l’essere umano compete, dibatte, è sconfitto o vince.
“L’Io reciproco. Lo sguardo di Simmel” è un oltre che ha già trovato il suo altrove nel pensiero simmeliano, ne capta ogni dettaglio, sfumatura, senso, emozione. Ciò che conquista, leggendo tale opera sono la passione, il sentimento, il sentire condiviso in ciascuna goccia di sudore che scende, perché dà l’idea del sacrificio della scrittura, della carne sanguigna che vive, attraversando le parole. De Simone sfonda con l’eleganza del gesto: è sufficiente soffermare lo sguardo sulla copertina, e con la profondità dell’immagine si vede indentificarsi nella parola che scava per le scaturigini dell’esistenza. Alle volte si ha il dubbio che il libro sia stato scritto da Georg Simmel, in persona, sia lui a parlare, vive, e il suo sguardo incontra il lettore, si sdoppia, si moltiplica come accade all’io descritto da Pirandello.
Sono molteplici le tematiche trattate dall’autore, Antonio De Simone: la relazione, l’uso della maschera, le forme della vita come il denaro, la moda, la tecnica, la cultura, le stesse ad entrare in conflitto nella modernità, in collisione, dal momento che l’individuo non riesce a comprendere che nell’altro ritrova la sua libertà, con l’altro hanno potere il pensiero e l’azione. De Simone attraverso Simmel educa al sentimento, a quel sentire kantiano, a quella necessità arendtiana di affermarsi nella pluralità e anche in Arendt si ritrova l’io reciproco, ossia la relazione, o corrispondenza biunivoca spinoziana. Da una relazione corrispondente e di scambio si passa ad un incontro religioso, o addirittura mistico, si pensi ad Eckhart o a S. Agostino. Il tutto verte sulla sostanza, su quel quid aristotelico che è “il mistero della vita: essa è in ogni istante tutta la vita, e tuttavia ogni istante è inconfondibilmente diverso dall’altro”.
Inoltre, il reciproco entra in conflitto ed anche questa condizione è prevista, per questo motivo Simmel affronta la questione dello straniero, del migrante, o del povero: “Lo straniero è il medesimo individuo che potremmo essere noi in circostanze mutate”.
Non solo, nel libro di Antonio De Simone è trattato lo sguardo dell’altro con il volto e il ritratto di Rembrandt e Rodin, ed è qui la vita ad assumere una forma: “Simmel attraverso Rembrandt ha ulteriormente dimostrato come la forma è individualità, la vita è incastonata nell’individuale, nella contingenza dell’umano”. In sostanza, la vita activa di Hannah Arendt sembra riflettersi nel pensiero simmeliano: pensiero, azione con l’altro, nell’altro.
“L’Io reciproco. Lo sguardo di Simmel” di Antonio De Simone disvela ciò che appartiene ad ogni essere umano: il suo specchiarsi con sé, con l’altro e con il tutto, insegna a volgere lo sguardo oltre il proprio limite, poiché nel tutto si ritrova se stesso, solo dopo aver conosciuto il proprio intimo si può incontrare Dio, ribadisce Eckhart; inoltre, il libro conduce a guardarsi in più modi e da diverse prospettive. È nel molteplice, nella pluralità, che l’individuo si riconosce.
È evidente che si tratti di un’opera rigenerativa ed efficace se, nell’identità, nello sguardo verso se stesso, si rispecchia anche il passato, e si intuisce la ‘scintilla’ del futuro, riscoprendo un nuovo umanesimo e una nuova possibilità di riscatto per l’intero genere umano.

* Alessandra Peluso (salentina). Filosofa. Dottore di ricerca in Scienze bioetico-giuridiche. Cultrice di “Filosofia politica” presso l’Università del Salento. Si occupa di comunicazione ed editoria. E’ stata correttrice di bozze per il progetto “Enciclopedia di Bioetica” presso suddetta Università. Critico letterario. Articoli o recensioni sono pubblicati su “AffariItaliani.it”, “Corrieresalentino.it” e sulla rivista di filosofia “Filosofia e nuovi sentieri/ISSN 2282-5711”. Ha pubblicato saggi filosofici su “Albert Camus, Georg Simmel ed Hannah Arendt”; e su diverse tematiche riguardanti la Bioetica. Inoltre, ha pubblicato il saggio “Happy different. Per una filosofia del benessere”, iQdB, 2015 e le pubblicazioni di poesia: “Canto d’Anima Amante”, Luca Pensa editore, 2011; “Ritorno Sorgente”, Lieto Colle, 2013. e “Sul boxer del nonno verso la Poesia”, Salento d’Esportazione/iQdB, 2016.


A. De Simone, L’io reciproco. Lo sguardo di Simmel, ed. Mimesis, 2016.

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