>di Shady Dell’Amico*

1. La profezia di Nietzsche
Era il 18 giugno del 1887. Nelle pagine di taccuino, riempito di annotazioni nella solitudine di un viaggio in montagna, Nietzsche scrisse – sotto il titolo di “nichilismo europeo” – un testo che Giuliano Campioni, fra i massimi studiosi della riflessione nietzschiana in Italia, colloca fra i momenti culminanti della produzione del filosofo (Campioni 2006, p. 50).
Lo scritto riporta una tesi radicale: il collasso della civiltà cristiana avrebbe condotto a una rivoluzione dei rapporti sociali. La morale religiosa, si legge, serviva infatti «agli avvocati di Dio, in quanto lasciava il mondo, nonostante il dolore e il male, il carattere della perfezione – […] il male appariva pieno di senso» (ivi, p. 11). La vita in passato era breve e brutale, e questo costringeva a una consolazione metafisica, a ritenere che la sofferenza fosse il pegno di una gratificazione ultraterrena. Ciò permetteva di sopportare l’esistenza e di evitare la disperazione.
Un lento «processo di dissoluzione» (ivi, p. 12) è cominciato quando le condizioni di vita sono migliorate. È questo – scrive Nietzsche – il punto di svolta. Il maggiore benessere e le minori guerre hanno favorito l’ammissione di molto più caso e insensatezza rispetto al passato. Con l’aumento del tenore di vita, non è stato più necessario sostenere che soffrire avesse un valore. Meno violenza e barbarie in giro, e l’esistenza si è fatta più sopportabile anche senza crederla una caparra per l’aldilà. Il nichilismo – sostiene il filosofo – non nasce pertanto da un aumento di disgusto per la vita, ma dal fatto che l’interpretazione cristiana del male e del dolore è divenuta superflua. È il benessere il vero assassino di Dio.
Tutto ciò è stato fecondo di implicazioni sociali. Uno degli effetti della morale cristiana era infatti quello di spingere i disgraziati a rassegnarsi. Ora, una volta persa ogni consolazione metafisica per la loro condizione, anche loro – gli ultimi, gli infelici, i malriusciti – pensano di avere il diritto alla vita dei migliori. In un’esistenza priva di senso, niente conta di più che la potenza. E non c’è più ragione per non tentare di ottenerla a tutti i costi. Continua a leggere






