Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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La “circostanza” di Ortega e la “situazione” di Sartre

Fabio Laiso*

La filosofia di Ortega y Gasset è comunemente definita razional-vitalismo o della ragion vitale, facendo coesistere in un’unica formula due termini che prima facie ci sembrano del tutto inconciliabili. L’assunto di partenza della gnoseologia proposta dal filosofo spagnolo è che ogni atto di coscienza sia irriducibile a qualsiasi riflessione; l’oggetto che io percepisco non è identico a se stesso nell’atto della riflessione, per essere colto autenticamente dovrò afferrarlo solo nella sua “esecutività”. Nel passaggio tra udire un suono e sentire di udire un suono, quel suono non è più il medesimo ma è come se subisse l’influenza del Me, facendosi non più un suono tra tutti quelli che compongono la polifonica sinfonia del mondo, ma irrimediabilmente il mio suono. Se cerco l’essenza di quel suono tendo a separarlo dal Me che ascolta; per converso, se mi rivolgo al pensiero del suono per poterlo conoscere lo separo dal mondo che lo ha generato. Come uscire da quest’aporia che da più di duemila anni attanaglia la filosofia? Continua a leggere


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La Fenomenologia di Sir Francis Bacon

> di Fabio Laiso*

Non c’è dubbio che uno dei filosofi preferiti di Husserl sia stato Cartesio. Ne Le meditazioni cartesiane, volume che raccoglie le conferenze tenute tra il 24 e il 25 febbraio 1929 nell’Anfiteatro Descartes, alla Sorbonne di Parigi, il filosofo di Prossnitz parte proprio dal metodo “geometrico-deduttivo” del sistema cartesiano per spiegare i principi della sua teoria trascendentale. Seppure sembri un paradosso, è all’altro grande pensatore del XVII secolo (peraltro antagonista di Cartesio) che bisogna guardare per rintracciare alcuni dei caratteri salienti che si ritroveranno poi nella fenomenologia trascendentale: Francesco Bacone. Vorrei comporre questo articolo prendendo a prestito la tecnica filmica del montaggio alternato, al fine di evidenziare le analogie più evidenti tra il metodo induttivo sperimentale di Bacone e quello fenomenologico trascendentale di Husserl. Cominciamo con gli incipit. Continua a leggere


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Dieci argomenti di filosofia

 

> Vito J. Ceravolo*

A Manuela Santalucia

Questo è un testo d’amore, senza alcuna critica.

ceraVOLO2

1. Argomento dell’esperienza

Tendo la mano intorno a me. Afferro una ciliegia, mi impatta sul tatto. Apro gli occhi e mi è rossa. Avvicinandola il profumo mi inebria. La mordo: succhi si sprigionano in bocca, è fresca rotondità. Ho appena ingerito in me degli oggetti esterni, divenuti ora la mia esperienza soggettiva. L’esperienza soggettiva è la propria immediata esperienza delle cose e noi esperiamo cose solo quando le proviamo in noi stessi, in propria esperienza interna: si ha immediata esperienza solo di ciò che si percepisce internamente in se stessi, e ciò che si percepisce internamente consta anche dei valori, interiorizzati in sé, dell’oggetto percepito.

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