(traduzioni dall’inglese di Stefano D’Agostino / Paolo Calabrò)
[Leggi la prima parte dell’intervista]

8. In che senso e in che modo la scienza dovrebbe coinvolgere la gente, invece di continuare a essere fatta dai soli specialisti?
In passato, la scienza coinvolgeva molta gente comune, persone che non erano né specialisti né possedevano formazioni scientifica. Nei libri L’origine delle specie e La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico, Charles Darwin ha attinto all’esperienza di innumerevoli esploratori, coltivatori di piante, allevatori di animali, appassionati di piccioni, padroni di cani e altri. Nella mia ricerca personale sui cani che sanno quando i loro padroni torneranno a casa, e sulla sensazione di essere osservati, anch’io ho attinto all’esperienza di migliaia di non specialisti che possedevano informazioni preziose da condividere sul comportamento dei loro animali, quali cani, gatti, pappagalli e cavalli. Alcune persone hanno condivido anche le loro esperienze in relazione a fenomeni quali la telepatia telefonica, la consapevolezza di chi stia chiamando prima di rispondere e di vedere il numero in ingresso, o la sensazione di essere osservati, percependo quando vi è qualcuno che li guarda alle spalle. In settori della scienza interessati al comportamento umano e animale, attingere all’esperienza della gente comune circa le loro esperienze personali e le loro osservazioni degli animali che conoscono bene costituisce una risorsa di enorme importanza per la ricerca, come ho mostrato nei miei libri The Sense of Being Stared At e Dogs That Know When Their Owners Are Coming Home. Chiaramente alcuni settori della scienza dipendono dagli specialisti: la gente comune non è in grado di costruire il telescopio spaziale Hubble e osservare galassie distanti, o di costruire un Large Hadron Collider per studiare il bosone di Higgs.
9. Come potremmo servirci dei comportamenti degli animali, indipendentemente dalla comprensione che ne abbiamo?
Come ho mostrato nel mio libro Dogs That Know When Their Owners Are Coming Home ci sono molti aspetti del comportamento animale che non sono ben compresi ed è possibile effettuare molti semplici esperimenti per saperne di più su questo comportamento. Per esempio, nella mia ricerca ho mostrato che i cani sono in grado di sapere quando i loro padroni stanno tornando a casa anche quando questi ultimi fanno ritorno ad orari e con mezzi inusuali, evidenziando così che la conoscenza dei cani non è semplicemente una questione di routine o al percepire odori o suoni di veicoli familiari. Succede qualcosa di più interessante, che penso sia più comprensibile come telepatia.











