Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Piacere e colpire. La società della seduzione. Un libro Cortina di Gilles Lipovetsky

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> di Paolo Calabrò

«La regola principale è quella di piacere e di colpire: tutte le altre non esistono che per giungere a realizzare questa prima regola»: così scrive Racine nella Prefazione a Bérénice del 1670. Come sono cambiate le cose per noi, dopo più di tre secoli? Tutte le società hanno assegnato un ruolo all’arte di sedurre: la seduzione veniva considerata tradizionalmente come una forza potente e non priva di pericoli, che era dunque necessario controllare (per esempio relegandola all’ambito del corteggiamento e della sessualità), ma era al contempo impossibile da eliminare: è la natura stessa a insegnare quanto la seduzione faccia parte dei rituali ancestrali dell’accoppiamento animale e, con esso, del progredire della specie. Oggi assistiamo a un venir meno di questi limiti: un po’ perché – in generale – i confini e i meccanismi di ogni ambito divengono sempre più “liquidi” (Bauman), un po’ perché – in particolare – «non c’è più alcun principio sociale o ideologico che si contrapponga al diritto di tutti, donne, uomini, adolescenti, minoranze sessuali, a esaltare le loro attrattive fisiche. All’immaginario millenario della “seduzione pericolosa” segue una cultura contrassegnata dagli incitamenti permanenti a mettersi in mostra a qualunque età». Ma è poi così vero, come diceva Kundera, che siamo passati dall’epoca della seduzione a quella del “collezionismo”, nella quale si può avere tutto e a portata di mano? Il capitalismo globale, con la sua mano tutt’altro che invisibile, ha ancora bisogno della seduzione, o può farne definitivamente a meno?

Perché si parla oggi così tanto del nuovo Corso di laurea “Influencer”? Molti si domandano quali possano essere i modi e i contenuti di un percorso accademico relativo a un profilo, quello di influencer appunto, al quale si riconosce magari il successo, ma non certo l’attinenza all’ambito degli studi. L’Autore inquadra invece il fenomeno complessivamente, spiegando l’evoluzione di una società che conduce infine, naturalmente, a questo esito. «Nessuna sfera concretizza con tanta pregnanza la sovranità della legge del piacere e colpire come l’economia consumistica. Il nostro quotidiano è saturo di offerte commerciali attraenti, di pubblicità tentatrici, di sollecitazioni che invitano al consumo, agli svaghi, ai viaggi: ecco perché il capitalismo consumistico non è altro che un capitalismo seduttivo» scrive Lipovetsky per il quale, come in Essi vivono di Carpenter «sul suo frontone è inscritto a lettere maiuscole il nuovo comandamento: lasciatevi tentare, soccombete all’attrazione dei piaceri e delle novità». Ciò detto, l’Autore sottolinea che la “società della seduzione” non va letta unicamente in negativo. Se a partire da Platone la seduzione è stata svalutata in quanto apparenza e falsità, a favore di un culto della verità intesa in senso ontologico e morale, ci troviamo oggi di fronte a qualcosa che si presenta come motore del desiderio e dunque di produzione della realtà: il desiderio non è qualcosa che si possa ignorare (Freud) o addirittura eliminare dall’esperienza, motivo per cui il suo ruolo va rettamente inteso e anzi incentivato. Gilles Lipovetsky, professore di filosofia all’Università di Grenoble, affronta il tema della trasformazione della nostro mondo sull’onda di una seduzione sempre più pressante e invasiva, prima dal punto di vista erotico, poi sociale; in uno studio a cavallo tra la filosofia e la sociologia che punta non a demonizzare ma, al contrario, a rileggere e rivalutare il ruolo della seduzione quale potenza creatrice di realtà, riconoscendo in ogni caso che «la società della seduzione, così come funziona ai nostri giorni, non è né un modello sostenibile né un avvenire auspicabile: in nessun caso potrebbe rappresentare ciò che ci si può attendere di meglio per il domani»: essa insomma non va rifiutata ma certamente rivista. In direzione di una “seduzione aumentata” che, libera finalmente dalle ganasce del materialismo e del consumismo, possa permettere ad ogni uomo di incanalare ed esprimere le proprie passioni. Un saggio originale e pregnante, ottimamente tradotto dal francese da Riccardo Mazzeo.


Gilles Lipovetsky, Piacere e colpire. La società della seduzione, ed. Cortina, 2019. Tr. it. dal francese di Riccardo Mazzeo

Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri» e membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume: – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e 3 libri di narrativa noir: – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.

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