«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot
«Un senso che non riuscivo dapprima ad avvertire, ma che si è poi consolidato in me fino a farmi disprezzare così profondamente il pronome di prima persona singolare, da costringermi ad usarlo perfino più del necessario, per liberarlo definitivamente da quell’annientamento. Tutte le esperienze analizzate nelle pagine precedenti implicano la necessità di questo movimento; la filosofia e lo studio non ne sono la condizione, ma solo uno dei possibili mezzi. La “verità” di quel che ho scritto non sta in quello che ho scritto. (…) La mia vita è stata finora ossessionata dal bisogno di perdere. Non trovo nessun’altra locuzione adeguata ad esprimere il sentimento di pathos profondo che ti inonda fino alla dissipazione di te. La comunità di me e Bataille vive, a sua volta, nella vibrazione di questa perdita. Ambisco a divenire, poco alla volta, questa perdita stessa. (…) La mia vita con Georges Bataille è una comunità. Il mio libro è questa comunità» (Gianluca Viola, Il bisogno di perdersi. Saggi intorno a Georges Bataille, Editrice Clinamen, Firenze 2024, p. 242)
Il libro di Riccardo Mazzeo Tra Aiace e Rihanna. Frammenti di maschile e femminile nella letteratura e nella pop culture ha un’impostazione molto particolare, che risulta già palese dal titolo: non vuole essere un saggio teorico che in modo aprioristico dia definizioni astratte di cosa siano maschile e femminile in generale; si tratta infatti una ricognizione storica, non sistematica ma composta appunto di “frammenti”, vale a dire di piccoli capitoli ciascuno dedicato a un tema particolare, su come sono stati vissuti e rappresentati il maschile e il femminile nella nostra cultura, di quali siano le differenze tra maschile e femminile e soprattutto di come queste vengano a modificarsi nel tempo e talvolta ad armonizzarsi tra di loro.
Il libro Metafora. La storia della filosofia in 24 immagini, scritto da Pedro Alcade e Merlin Alcade, e illustrato dall’artista catalano Guim Tió, fresco di stampa per le edizioni L’ippocampo (Milano 2024), è molto originale: si tratta di un album, un libro illustrato per ragazzi, che però non racconta una storia o una favola, ma si occupa di filosofia e in particolar modo del ruolo della metafora nella storia del pensiero filosofico. Siamo in presenza di un accostamento inusuale. Per la forma in cui è concepito si rivolge principalmente a un pubblico giovane, a chi ad esempio si stia accostando per la prima volta alla filosofia. Ciò non toglie che contemporaneamente possa essere apprezzato anche da un pubblico adulto di appassionati o studiosi. Il volume ripercorre la storia della filosofia dall’antichità fino ai giorni nostri attraverso le metafore chiave di grandi pensatori e pensatrici. La metafora, infatti, in filosofia ha sempre avuto un ruolo importante e soprattutto il pregio di rendere sensibili, attraverso immagini concrete e semplici, concetti astratti. Il fiume, la caverna, lo spettro, il deserto, il gioco, lo specchio, il giardino, ecc. sono solo alcuni dei simboli che i pensatori nel corso dei secoli hanno adottato per illustrare le proprie dottrine. In questo libro si prendono in considerazione 24 metafore che fanno parte oramai dell’immaginario della nostra cultura occidentale. Ne citiamo solo qualcuna a titolo di esempio: si parte dalla metafora del fiume in Eraclito, troviamo poi la sfera di Parmenide, si passa per la celeberrima metafora della caverna di Platone e via via si giunge fino al pensiero contemporaneo: l’iceberg in Freud, il deserto in Hannah Arendt, il rizoma di Deleuze e Guattari. Ad ogni metafora vengono dedicate due pagine: nella pagina di sinistra c’è un testo che la illustra in modo essenziale, una breve descrizione e interpretazione, accompagnata a piè di pagina da una nota che contestualizza il pensatore e lo mette in relazione alla corrente filosofica di cui fa parte, mentre in quella di destra c’è la sua raffigurazione attraverso le splendide tavole evocative dell’artista Guim Tió. Metafora. La storia della filosofia in 24 immagini è un libro dal taglio inedito che ha il merito di rendere affascinante la filosofia, soprattutto per il pubblico più giovane.
La filosofia di Raimon Panikkar è nota e approfondita più negli aspetti teoretici, che non in quelli morali e politici. Tuttavia, i due ambiti nel suo pensiero non sono distinti e lo scritto Pensiero in azione. Politica e morale nella filosofia pratica di Raimon Panikkar (Il Prato, Padova 2023) di Paolo Calabrò, studioso del pensatore catalano, va a colmare questa singolare scarsità di scritti di letteratura secondaria sulla morale e sulla politica di Raimon Panikkar. «In Panikkar lo sforzo intellettuale cammina a fianco della preghiera e dell’impegno politico» (p. 7): ecco perché è importante approfondire questo aspetto della filosofia di Panikkar. La lettura di Pensiero in azione è interessante e proficua non solo per gli specialisti di Panikkar, ma per chiunque abbia a cuore le implicazioni pratiche del pensiero filosofico, perché le domande a cui il filosofo catalano cerca di dare risposta nei suoi scritti sono quelle che ci interessano da vicino nella nostra esistenza, i problemi che cerca di risolvere (concernenti l’ambiente, l’economia, la tecnologia, la guerra, ecc.) sono gli stessi che affliggono la nostra epoca e le soluzioni che prospetta sono concrete e pratiche e spesso vanno controcorrente rispetto al pensiero conformistico e dominante. Posso senz’altro affermare che Pensiero in azione è un libro che può contribuire con idee originali al dibattito culturale e politico contemporaneo.
«Un mattino, quando il giorno non è ancora cominciato né ha dispiegato il suo corso fatale, un dubbio si insinua in noi: la vita potrebbe essere tutt’altra rispetto a quella che stiamo vivendo. Dubbio tanto insidioso quanto vertiginoso, forse il più antico del mondo, sorto con il mondo stesso: la vita che viviamo potrebbe non essere davvero la vita. Potremmo non avere nemmeno cominciato a esplorarla. Potremmo non avere neppure iniziato a vivere veramente» (F. Jullien, La vera vita, Edizioni Laterza, Bari 2021, p. 3). La vita può essere oggetto di riflessione? Può essere un argomento per il pensiero oppure è posta su un piano differente, nell’immediatezza, e il pensiero per essere tale deve per forza astrarre dalla vita? Ha ragione chi dice: primum vivere, deinde philosophari? Per il filosofo e sinologo François Jullien la ricerca di quella che definisce la “vera vita” è essenziale e urgente per ogni individuo, ma deve essere intrapresa attraverso gli strumenti propri della filosofia, sgombrando il campo da tutta quella pseudo-filosofia che al giorno d’oggi è tanto in voga.
Il rischio di pensare. Il titolo del libro di Paolo Calabrò, da poco pubblicato con Progedit e dedicato al pensatore e biochimico britannico Rupert Sheldrake, è molto azzeccato: nell’opera di Sheldrake, infatti, vengono messi in questione presupposti considerati intoccabili dalla scienza e vengono presi in considerazione, come scientificamente interessanti e passibili di studio sperimentale, fenomeni quali la telepatia, la capacità di premonizione degli eventi, che sono sempre stati bollati come superstizione o come trucchi di prestigio. La sua opera è insieme critica del dogmatismo della scienza e apertura di nuovi orizzonti. Ecco perché è rischiosa: va controcorrente, sfidando quelli che sono diventati i luoghi comuni della scienza. La maggior parte degli scienziati si rifiuta di prendere sul serio il “paranormale” o “fenomeni psi” che invece Sheldrake tematizza con la massima serietà. Continua a leggere →
Cosa significa ricominciare nella vita? Quando e come ciò può avvenire? Quante volte nel corso della nostra esistenza eventi, spesso traumatici, ci hanno annichilito, mettendo prima in discussione tutto, poi facendo nascere in noi l’impellenza di iniziare da capo, di ripartire con rinnovata spinta alla ricerca del senso più autentico della vita? Il libro di Laura Campanello Ricominciare. 10 tappe per una nuova vita, Mondadori, Milano 2020, risponde a questa esigenza sentita e sperimentata da tutti e si caratterizza fin dal principio come uno strumento per accompagnare il lettore nel percorso di rinascita, attraverso consigli pratici e riflessioni mai astratte ma sempre orientate verso la concreta esperienza. L’autrice è un’esperta di Pratiche filosofiche, socio fondatore della Società di Analisi Biografica e Orientamento Filosofico (SABOF) e consulente pedagogica specializzata nell’accompagnamento alle malattie e al lutto e questo libro rispecchia la sua impostazione filosofica. Continua a leggere →
Chi fu Vincent Van Gogh? Un artista visionario o un povero pazzo? Perché è diventato così importante per la nostra cultura? Per una semplice suggestione data dalla sua vita tragica? O per la sua capacità unica di rappresentare visioni che trascendono i limiti della mera pittura?
Accostandoci alla sua produzione pittorica per coglierne l’essenza, per spiegare perché più di altri pittori e artisti sia così importante e rivoluzionario per la storia dell’arte e non solo, c’è un primo scoglio da superare: riuscire a stabilire entro quale limite tenere conto della sua biografia.
Emblema del genio romantico in un secolo romantico, Van Gogh colpisce l’attenzione del grande pubblico con la sfortuna della sua esistenza culminata nel gesto tragico del suicidio. Un altro elemento eclatante è il paradosso della diversissima fortuna, prima e dopo la morte, dei suoi quadri: in vita, infatti, fu praticamente sconosciuto e poverissimo (negli ultimi anni poté sopravvivere grazie solo alla magnanimità del fratello Theo, che gli inviava il necessario), riuscì a vendere un solo quadro, mentre dopo la morte è diventato uno dei pittori più universalmente conosciuti con quotazioni alle stelle, la sua arte è stata rivalutata e ha influenzato molte correnti pittoriche successive (l’espressionismo, l’astrattismo, ad esempio). Ci sono tutti gli ingredienti per farne un mito e per spiegare la sua pittura ricorrendo a fattori che c’entrano poco o nulla con essa, rischiando così di ridurre il valore e la portata dei suoi dipinti rivoluzionari.
È senz’altro necessario ripercorrere le tracce della sua vita e averla bene in mente per comprendere a fondo la sua creazione, non se ne può prescindere, ma è altrettanto importante vagliare con cautela le nostre conoscenze per evitare di dare giudizi estrinseci, e perciò falsati, sulla sua arte. Continua a leggere →
Jaqueline Risset (Besançon 1936, Roma 2014), poetessa francese, traduttrice specialista di Dante (ha tradotto in francese la Divina Commedia) e saggista, cofondatrice, Direttrice e poi Presidente del Centro di studi italo-francesi presso l’Università di Roma Tre, è stata anche una studiosa attenta dell’opera di Georges Bataille; ha organizzato e partecipato a convegni in Italia e in Francia sul pensatore francese che hanno lasciato il segno e che spesso hanno avuto come esito finale la pubblicazione in volumi collettanei di grande interesse (i più significativi sono: AA.VV. Bataille: il politico e il sacro, Liguori, Napoli 1987 e AA.VV. Bataille-Sartre: un dialogo incompiuto, Artemide, Roma 2002).
È stato da poco stato pubblicato postumo un libro a cura di Marina Galletti e Sara Slovacchia che raccoglie gli articoli e i saggi più importanti che l’intellettuale francese ha dedicato a Bataille: J. Risset, Georges Bataille, Artemide, Roma 2018. Continua a leggere →
Da poco edito il libro di Hryhorij Skovoroda (pron. Skovorodà) Narciso. Discussione sul tema: Conosci te stesso, Apice Libri, 2018 Sesto Fiorentino (FI), rappresenta la prima traduzione italiana integrale e critica di un’opera filosofica del pensatore ucraino.
H. Skovoroda (1722-1794) è considerato l’ultimo esponente del barocco ucraino e il fondatore della filosofia dell’Europa orientale.
Al lettore risulta particolarmente utile il prezioso lavoro del curatore Giuseppe A. Perri, esperto dell’autore, oltre che della cultura e della storia dell’Ucraina moderna. Essendo Skovodora un autore poco noto in Italia e lontano nel tempo, infatti, per una comprensione piena del suo libro diventa indispensabile conoscere qualcosa in più sulla sua biografia e sul contesto storico e culturale in cui è vissuto. A questo scopo ci vengono in aiuto l’ottima e approfondita introduzione di Perri e le folte note che accompagnano il testo. Continua a leggere →
Il libro monografico, da poco pubblicato, che Paolo Calabrò dedica al pensatore austriaco e prete cattolico Ivan Illich, Ivan Illich. Il mondo a misura d’uomo, Pazzini Editore, 2018 Villa Verucchio (RN), è un’agile introduzione al suo pensiero che si segnala per un grande pregio: quello di riuscire a dare un quadro complessivo e equilibrato della sua opera.
Data l’attenzione di Illich al particolare, ai temi concreti, trattati con uno stile unico, che mescola sociologia, linguistica e filosofia, c’è il rischio di perdere di vista l’insieme dell’affresco; data l’efficacia della sua corrosiva pars destruens, un lettore disattento potrebbe non cogliere l’importanza delle sue concrete proposte.
Ecco perché l’opera di Calabrò è preziosa: non è solo un utile riassunto di ciò che Illich ha detto nelle sue pubblicazioni, ma, in primo luogo, è un punto di raccordo che permette di fare emergere dalle tematiche particolari una posizione generale coerente e articolata e, in secondo luogo, mostra come Illich non abbia mai smesso di contrapporre nuovi ideali agli idoli che intende abbattere. Continua a leggere →
Cosa accomuna l’economia, la psicoanalisi, la teologia, la filosofia, l’antropologia, la letteratura? Questo di primo acchito viene spontaneo domandarsi a uno sguardo di sorvolo sull’opera proteiforme di Maurice Bellet – filosofo, teologo e psicanalista francese – che si muove in tutti questi ambiti. Rimandando per il momento a dopo la risposta, ciò che voglio rimarcare ora è il fatto che la prima sensazione che ci donano la figura e l’opera di questo pensatore e scrittore è lo stupore per la sua versatilità, per la sua straordinaria capacità di cimentarsi con differenti ambiti, stili e saperi. La complessità del percorso di questo autore, ancora poco noto in Italia, è grande in primo luogo proprio in virtù di questo suo dono nello spaziare ed è pari alla sua originalità. Dobbiamo riconoscere, quindi, a Paolo Calabrò, nel suo La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell’umano di Maurice Bellet, Il Prato, 2014 Saonara (PD), un primo merito, quello di rielaborare un percorso ermeneutico “sistematico”, che ci dà una visione d’insieme e che coglie i principali nodi teoretici del pensiero di Bellet, organizzandoli per temi. Di fronte alla oggettiva difficoltà di trovare un bandolo, si tratta di un’ottima introduzione per inquadrarne il pensiero e per ricostruirlo nella sua totalità. Non una mera ripetizione o divulgazione, ma utile opera di appassionata sistemazione, spesso condotta su testi ancora non tradotti in Italia. Continua a leggere →