> di Paolo Calabrò

Esiste la possibilità di un dialogo fra Oriente e Occidente (a partire proprio dalla riflessione su queste due categorie iniziali: insomma, esistono davvero un “oriente” e un “occidente”, o non è forse vero che siamo sempre a est e a ovest di qualcuno altro? Ovvero ancora: non sarebbe ora di cominciare a guardare le cose con occhi un po’ meno postcoloniali?); e, se esiste: su quali basi va fondata? È salutare infatti riflettere su una questione centrale: nessuna civiltà (nessuna ideologia, o religione, o autorità politica) possiede oggi le soluzioni generali ai nostri problemi globali. Un dialogo tra culture diverse, anche quelle più lontane o considerate incompatibili, pertanto, si impone; per venir fuori da un’impasse che non è più soltanto teoretica – ma lo è mai stata davvero, del tutto? – bensì concreta e urgente, data la catastrofe ambientale e climatica all’orizzonte (tanto per dirne una e per tacere di quella umana e sociale).









