Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Desiderio illuminato e spiritualità laica. Un saggio EsseGi di Paolo Bartolini

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> di Paolo Calabrò

«La spiritualità laica non può che accettare la natura anfibia dell’essere umano: teso tra finito e infinito, necessità e possibilità (come già aveva rilevato Kierkegaard), egli è chiamato a scoprire un’articolazione tra gli opposti che illumini il nostro passaggio nel tempo e nello spazio di una vita» (p. 54).

Leggendo l’ultimo libro di Paolo Bartolini, Desiderio illuminato e spiritualità laica, si ha l’impressione che la prima e più ardente preoccupazione dell’autore sia: come fare a parlare di spiritualità in maniera inclusiva? In maniera cioè che il discorso travalichi le soglie confessionali; che possa essere chiaro a tutti, indipendentemente dalla confessione di appartenenza, che ogni espressione linguistica volta a connotare un’esperienza non diventi, per ciò stesso, una presa di distanza da – se non addirittura un mettersi contro – ogni altra esperienza.

La risposta, erudita e transdisciplinare al punto giusto – l’autore spazia dalla psicologia alla filosofia, dalla teologia interculturale alla sociologia della politica – è semplice, e viene restituita da Bartolini con un’esposizione che evita i tecnicismi e punta al cuore dei problemi: solo passando dalle idee alla realtà – dai nomi delle cose alle cose stesse – si può ottenere un accesso, una condivisione e un confronto autentico sulla materia della religione. Che non è né della religione, né delle religioni, ma dello spirito: che più di ogni altra cosa accomuna gli uomini. È sull’idea di laicità – che non è contrapposizione alla religione sul piano teoretico, ma spostamento di ogni questione sul piano pratico – che si può trovare finalmente un approccio inclusivo; è sull’esperienza concreta della spiritualità che possono essere superate le più invalicabili barriere dogmatiche. Qui vengono meno tante formule vuote o d’altri tempi, oggi sterili e tanti falsi problemi legati a esse; e, come sottolinea Roberto Mancini nella Prefazione al volume, «tornano così in primo piano la fragilità, i sentimenti, il desiderio, l’incontro amoroso, la responsabilità verso gli altri, il senso misconosciuto della fede e della politica, la dignità dei viventi».

Ma Desiderio illuminato e spiritualità laica, pur poggiandosi sulla personale esperienza spirituale dell’autore, non è un libro sulla fede. Ovvero, non vi si esaurisce. Si apre invece, tramite una critica serrata al capitalismo e, più in generale, all’attuale (dis)ordine globale, a una riflessione più ampia sul senso dell’esistenza del singolo e di tutti, anzi, del tutto.

In buona compagnia di pensatori come Raimon Panikkar e Maurice Bellet, di teologi come Eugen Drewermann e Leonardo Boff, di psicologi come Luigi Zoja e Antonio Damasio, di filosofi come Luigi Vero Tarca e Achille Rossi, Paolo Bartolini consegna un’opera che è un ponte tra i tanti Orienti e Occidenti in cui ci imbattiamo ogni giorno: quelli geografici, linguistici, culturali. Ma, soprattutto, quelli della mente.

Indice: Prefazione di Roberto Mancini – Introduzione – L’Occidente e il suo fuori – Il corpo, l’erotismo, la materia – Spiritualità e politica: come vivere dentro e oltre il capitalismo – Il male, la morte, la rinascita – La vita personale e la cornice mitobiografica – Conclusioni – Bibliografia.

Paolo Bartolini è analista biografico a orientamento filosofico, counselor formatore. Svolge la libera professione ad Ancona. Collabora, per le tematiche psicosociali, con la rivista online «Megachip». Ha pubblicato: Psiche e città. La nuova politica nelle parole di analisti e filosofi (ed. IPOC, 2014); La vocazione terapeutica della filosofia. Cura del senso e critica radicale (ed. Mimesis, 2016).


P. Bartolini, Desiderio illuminato e spiritualità laica, ed. SG, 2017. Prefazione di Roberto Mancini.

Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Dirigo con Diego Fusaro la collana di filosofia "I Cento Talleri" dell'editore Il Prato e con Daniele Baron la rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Sono membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Il rischio di pensare. Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e i libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o Del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.

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