Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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FILOSOFIA DEL MISTERO. Prolegomeni a ogni futura conoscenza

Abstract: It is the development of a Philosophy of Mystery as a principle of mystery, universal for all relative knowledge.

Keywords: mystery, ontology, episteme, cognition, formalization.

Credevo, alla partenza, che in poche settimane avrei
facilmente raggiunto i confini del regno, invece ho
continuato ad incontrare sempre nuove genti e
paesi; e dovunque uomini che parlavano la mia
stessa lingua, che dicevano di essere sudditi miei.
(Dino Buzzati, La boutique del mistero)

Con il greco mystérion, con il latino mysterium, si celebra l’iniziazione al mistero: la presente non è un elenco di problemi da risolvere, qualcosa che manca alla conoscenza, bensì è principio che scuote, limita e genera l’atto di conoscere – e scalpita in ogni saputo, come condizione trasversale di ogni ambito, strutturale e ubiquo.

Un mistero sulla bocca di tutti! Sovente se ne parla sotto l’egemonia di altri argomenti o di oggetti religiosi.

Per esempio Ricouer (1948) pone in luce il mistero e il paradosso della condizione umana, contraddistinti dal carattere polemico del legame tra l’Io e il corpo: il mistero dell’Incarnazione, che Ricouer riprende da Marcel (1935), è il mistero di conversione dall’oggetto (corpo) all’esistenza (io); dove, a differenza di Marcel, per Ricouer il senso dell’esistenza non esclude il senso dell’oggettività. Un mistero d’Incarnazione da prendersi secondo un significato che non ha nulla di teologico. Ovvero: il senso globale del mistero, in Ricouer quanto in Marcel, trae molto dalle intuizioni sul mistero cogito-corpo, sull’esperienza di “essere il mio corpo”, ponendola come esperienza primaria. Per Eliade (1957) invece, il senso globale del mistero, il grande mistero, il mysterium tremendum, consiste nel fatto che il sacro si manifesti, cioè nel fatto che Dio decida di manifestarsi ora in una pietra, ora incarnato in Cristo: è il mistero del perché «Dio stesso accetta di limitarsi e storicizzarsi».  Oppure pensiamo al mistero cristiano della Trinità. O ancora il mistero del Sacro Monte[1] che parla dell’incontro di Nietzsche con Lou von Salomé e forse di un loro bacio od oltre o niente. Tutti esempi, questi, in cui i misteri si riferiscono ai motivi sacri per l’oratore, talvolta coincidenti con ciò che l’oratore ritiene essere il fondamento o un sapere importante.

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Sulla creazione politica, critica filosofica e rivoluzione. Un saggio EIR di Emanuele Profumi

> di Guido Grassadonio*

Il volume Sulla Creazione Politica, critica filosofica e rivoluzione, di Emanuele Profumi, edito da Editori Internazionali Riuniti (EIR), si colloca in perfetta continuità con i precedenti lavori dell’autore. Da un lato l’interesse per la filosofia di Cornelius Castoriadis richiama la monografia dedicata al filosofo greco edita da Mimesis nel 2010 (E. Profumi, L’autonomia possibile. Introduzione a Castoriadis, Mimesis, Milano 2010) dall’altro l’interesse per le vicende politiche dell’America Latina ed il Brasile in particolare continua quanto iniziato con Il Passo del gigante. Viaggio per comprendere il Brasile di Lula, edito da Aracne nel 2012. Continua a leggere


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L’uomo e la morte. Un altro libro Erickson di Edgar Morin curato da Riccardo Mazzeo

> di Paolo Calabrò

Se è vero che la morte è e rimane un mistero per l’uomo, è altrettanto vero che non è impossibile riflettervi collettivamente e stabilire un modo comune di porsi di fronte ad essa che sia migliore – o anche solo più consapevole e meno schiavo della coazione a ripetere i comportamenti di chi ci ha preceduti. La morte è infatti ben di più che il termine biologico della vita: da sempre l’uomo ha attribuito un significato simbolico particolare – strettamente correlato all’epoca e alla cultura – a questo evento che, in un modo o nell’altro, ha ritenuto di dover “celebrare ritualmente” e mai su di un piano strettamente individuale. Ma, a stretto rigore,

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