Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Giardini e strade. Diario di guerra di Jünger in edizione Guanda

> di Paolo Calabrò

A volte, quando si vuol parlare (nel nostro caso riparlare) bene di un autore, si usano delle frasi standard, immediatamente riconoscibili, che automaticamente lo collocano nel pantheon di quelli che hanno ricevuto la stessa descrizione. Una di queste è: “Al di là di qualsiasi genere o etichetta”, che allude a un’opera che è non solo originale all’interno di un certo ambito, ma che è addirittura irriconducibile a qualunque altra l’abbia preceduta. Fosse vero nella metà dei casi in questa espressione viene usata, si sarebbe certamente di fronte al capolavoro, all’eccellenza: a cui nient’altro v’è da aggiungere, se non l’ammirazione e l’implicito invito alla lettura che ne consegue. Continua a leggere