
1. Introduzione
Sommariamente gli algoritmi possono essere inquadrati come delle complesse reti processurali che, in continua elaborazione, sfociano nella creazione di sistemi molto variegati; essi, da questo punto di vista, appaiono essere un’enorme popolazione di processi agentivi. Queste popolazioni agentive, dalla seconda metà del XX secolo, iniziarono ad essere pensate e situate all’interno di specifici ambienti che potessero restituire, agli stessi informatici e non solo, diverse interpretazioni lavorative. Molto semplicemente, i processi algoritmici, passarono dall’essere situati in singoli computer all’essere de-situati, de-centrati in ogni luogo/spazio.
2. Dai singoli ai plurimi
Se si volesse fissare, in modo convenzionale, un punto di partenza di questo processo de-centrante, potrebbe assumersi il contesto della Guerra Fredda come una delle varie cause in quanto, all’epoca, diverse iniziative politico-militari portarono alla creazione di un progetto di ricerca avente l’obiettivo di connettere i vari computer presenti in diversi centri politici, militari e accademici per consentire un più rapido scambio di informazioni; per consentire, in caso di attacco nucleare, la conservazione dei dati-informazioni-conoscenze.
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