Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Glamoursofia. Filosofia e moda in un libro Il Melangolo di Debora Dolci e Francesca Gallerani

> di Paolo Calabrò

Così come l’immagine maschile del filosofo che ci è stata tradizionalmente tramandata, al punto di diventare classica (un discorso lungo e noioso come quello, effettivamente, di certi filosofi – viene ancora oggi detto “barboso”), quella della filosofa implica sempre una certa trascuratezza, in modo che l’amore esclusivo per il “cielo delle idee” e di conseguenza il disinteresse per la realtà materiale – e in primo luogo per la propria persona – risulti evidente, magari ostentato. Ma allora Nietzsche, con la sua filosofia della carne, non ci ha insegnato niente? Siamo ancora fermi a Cartesio e alla sua pretesa separazione tra il corpo e l’anima?

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