Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Glamoursofia. Filosofia e moda in un libro Il Melangolo di Debora Dolci e Francesca Gallerani

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> di Paolo Calabrò

Così come l’immagine maschile del filosofo che ci è stata tradizionalmente tramandata, al punto di diventare classica (un discorso lungo e noioso come quello, effettivamente, di certi filosofi – viene ancora oggi detto “barboso”), quella della filosofa implica sempre una certa trascuratezza, in modo che l’amore esclusivo per il “cielo delle idee” e di conseguenza il disinteresse per la realtà materiale – e in primo luogo per la propria persona – risulti evidente, magari ostentato. Ma allora Nietzsche, con la sua filosofia della carne, non ci ha insegnato niente? Siamo ancora fermi a Cartesio e alla sua pretesa separazione tra il corpo e l’anima?

Volendo guardare in faccia la realtà, è innegabile che le donne (ma anche gli uomini, in parte, e in misura crescente) vivano il loro essere essenziale congiuntamente al loro apparire. Vittoria della pubblicità e del consumismo? Sconfitta del femminismo? Comunque la si voglia pensare, è un dato di fatto: e come ogni fatto incontrovertibile anche questo è motivo di riflessione – perché no – perfino filosofica, magari di quel particolare ambito speculativo che potrebbe prendere il nome di “glamoursofia”…
Debora Dolci e Francesca Gallerani scrivono un saggio snello (e come potrebbe essere altrimenti, da quando “la 40 è diventata la nuova 42”?) e godibile, che sa divertire e stimolare: da Il diavolo veste Prada con Meryl Streep a Kill Bill di Tarantino, dalla riflessione di Adorno a quella di Heidegger, assistiamo a un’opera di attualizzazione del pensiero che vuole affermare con forza – dietro un’apparenza scanzonata – il diritto delle donne ad autodeterminarsi, senza astrazioni (“le donne” intese come gruppo monolitico e indifferenziato) né parzializzazioni (secondo le regole, ad esempio, del femminismo). Comprare e indossare oggetti à la page non è un imperativo eteronomo interiorizzato, bensì un modo di appagare un desiderio che non ha a che fare solo con la frivolezza, ma anche e soprattutto con la costruzione della personalità. Chi non lo capisce, è uomo. O sta mentendo.


D. Dolci, F. Gallerani, Glamoursofia. Piccola filosofia della moda al femminile, ed. Il Melangolo, 2014, pp. 96, euro 7.

Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Dirigo con Diego Fusaro la collana di filosofia "I Cento Talleri" dell'editore Il Prato e con Daniele Baron la rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Sono membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Il rischio di pensare. Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e i libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o Del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.

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