Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Adam Smith nella lettura di Martha Nussbaum: La ricchezza delle nazioni

  1. L’importanza dei beni materiali

Smith è un anticipatore della teoria delle capacità, un gran conoscitore di Cicerone e rappresenta anche un ottimo correttivo del pensiero imperfetto degli stoici relativamente a ciò che si intende per felicità umana. Ne è convinta Martha Nussbaum, che nel suo libro La tradizione cosmopolita (Bocconi Editore, Milano 2019) fornisce una affascinante lettura dell’opera del filosofo scozzese vissuto nel Settecento.

Smith è ciceroniano perché come il filosofo dell’antica Roma convinto che la dignità umana meriti rispetto. Allo stesso tempo va oltre Cicerone quando afferma che la dignità umana è fondata soprattutto sul lavoro, l’ambito nel quale l’umanità di una persona si esprime nel modo più proficuo possibile, e quando afferma che una vita all’altezza della dignità umana richieda i mezzi necessari per creare e mantenere una famiglia (pag. 139 op.cit.) Continua a leggere