Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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N. 1, Lavoro, tempo e capitale dal punto di vista immunologico

Emiliano Bazzanella

Introduzione

L’intento di questo paper è quello di delineare i contorni di un’interpretazione del lavoro e del capitale a partire dal concetto di immunità. In generale l’immunità indica i sistemi di protezione dell’organismo nei confronti degli agenti patogeni, ma in un’accezione più estesa riguarda anche le forme di difesa dei sistemi sociali, dalla costruzione di fortificazioni e castelli all’uso del linguaggio e del diritto. La componente protettiva è indubbiamente presente nel concetto di immunità, ma dal mio punto di vista, più in profondità, è sottesa una concezione della realtà intesa nel senso del relazionismo di autori come James, Whitehead, Dewey, Paci, Nancy, Rovelli, in parte anche di Peirce, Husserl e Merleau-Ponty. A monte dell’immunità ci sono molteplicità relazionali mentre entità, oggetti e cose sono ad esempio già forme di immunità, ossia modalità di gestione e controllo di queste molteplicità relazionali. Le categorie e le identità con cui interpretiamo il mondo sono una modalità cognitiva attraverso la quale possiamo muoverci nell’ambiente e possiamo agire, facendo previsioni e individuando le fonti di pericolo: questa modalità ha una ragione evolutiva e non è necessariamente presente in altre specie animali, le quali con molta probabilità hanno sistemi di categorizzazione differenti, oppure non ne hanno affatto non essendo necessari alla loro sopravvivenza.

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