
Accostarsi ad un qualsiasi autore implica diverse difficoltà o, meglio, in base all’obiettivo che ci si pone nascono, di conseguenza, determinati problemi: da quelli meramente storiografici a quelli, invece, di scelta dei temi da voler toccare, sfiorare o rimodulare. Si ha, spesso, la necessità di racchiudere in un unico movimento la totalità dell’opera dell’autore interessato, quasi a volerne esaurire i contenuti ma, ciononostante, il contenuto dell’opera non potrà mai venir davvero esaurito e sistematizzato all’interno di un singolo testo, saggio, articolo, ect., soprattutto se l’autore in questione, Emiliano Bazzanella, conta alle sue spalle più di trenta opere.
Il significato di queste parole non costituisce soltanto una giustificazione per l’inevitabile limitatezza delle pagine a seguire ma, soprattutto, esse motivano il movimento interno di queste breve articolo il quale ha di mira, molto umilmente, i seguenti obiettivi: presentare l’echologia bazzanelliana, vederla applicata ad un determinato fenomeno (psicopatologia) e, contemporaneamente, far emergere sullo sfondo alcuni elementi che, probabilmente, potrebbero rivelarsi indispensabili per la comprensione dell’umano contemporaneo e futuro.
Continua a leggere





















