
Il tempo è ancora oggi una delle grandi questioni filosofiche ancora irrisolte.
Come teorizzava Agostino è la cosa più personale e soggettiva di cui possiamo fare esperienza. Il tempo è l’aspettativa, il desiderio, la noia, la gioia di vivere e tanto altro ancora. Il tempo è la cifra qualitativa e valoriale della nostra storia quando segue il ritmo interiore. Se siamo passivamente ingaggiati a vivere la vita, compressa e frammentata in ritagli cronologici scivola come sabbia tra le mani.
La nostra efficienza e rapidità nel portare a termine ogni compito e tutto il tempo risparmiato non allungano la nostra esistenza, non abbiamo ancora a disposizione un modo per accumulare il tempo, per conservarlo o tenerlo in stand-by.
Gli antichi greci con il termine kronos indicavano la coincidenza della scelta deliberata con la visione di un’opportunità. Kairos è l’improvvisazione dell’atto più fecondo deliberata nel momento opportuno. Kairos è l’attimo propizio che si schiude a chi crea il futuro, a chi si improvvisa pioniere di una nuova rotta senza troppi strumenti di misurazione, seguendo la navigazione a vista del viandante.
Cos’è il tempo?
Il tempo è una conseguenza di un cambiamento avvenuto. È un’intuizione, un’elaborazione interna alla nostra mente, con importanti risvolti psicologici.
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