Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

L’inconscio può pensare? Un libro Moretti e Vitali a cura di Chiara Zamboni

2 commenti

> di Paolo Calabrò

L’inconscio: croce e delizia di almeno quattro generazioni di abitanti di questo pianeta, da oltre un secolo protagonista della scena intellettuale e medica. Oggi ben pochi sarebbero tanto temerari da negarne recisamente l’esistenza. Eppure la semplice dimostrazione del contrario è di per sé una chimera; figurarsi una “verifica sperimentale”. Dell’inconscio non abbiamo che la sua espressione fenomenologica, nel vissuto degli uomini e nell’esperienza verbalizzata degli ormai tantissimi che si sono affidati alla psicanalisi; al punto che diamo sempre più per scontata la sua influenza sull’attività cosciente (e da prima che le neuroscienze facessero i loro noti esperimenti al riguardo).

Diamo dunque per scontata la sua influenza sull’attività consapevole e razionale. Ma c’è di più, come spiega questo volume edito da Moretti e Vitali, dal titolo L’inconscio può pensare?: l’inconscio non è un elemento sotterraneo che si aggiunge all’identità e all’attività “solare” cosciente; è invece una componente distinguibile – ma non separabile – dell’identità di ogni uomo e di ogni donna, proprio come l’essere uomo (ovvero l’essere donna) è una caratteristica che informa tutto l’essere della persona (il desiderio, l’azione… – non solo il pensiero o il linguaggio); proprio come, ancora, nell’uomo la natura animale è costitutiva (e dunque anche qui distinguibile ma non separabile) del suo essere (per cui ogni attività umana conserva un aspetto di animalità; e, similmente, anche l’atto meno nobile è imprescindibilmente umano). Siamo alla frontiera di una riflessione finalmente olistica nella quale i diversi aspetti della psiche non sono più componenti che possono essere smontati più o meno a piacimento, ma dimensioni di quell’unico essere che la persona è. Vi è qui una riflessione articolata in diversi contributi di filosofi e psicanalisti a confronto, coordinati da Chiara Zamboni, docente di Filosofia del Linguaggio e animatrice della comunità filosofica Diotima. Il libro raccoglie gli Atti del seminario dedicato al rapporto tra l’inconscio e il pensiero razionale tenuto nel settembre del 2012 all’Università degli Studi di Verona, interessante nel contenuto e utile nel metodo, in particolare per un aspetto: per mostrare a tanti apprendisti meccanici dalle datate velleità cartesiane che a smontare troppo le cose, quando provi a rimetterle insieme, poi… avanza sempre qualche pezzo.


C. Zamboni (a cura di), L’inconscio può pensare? Tra filosofia e psicoanalisi, ed. Moretti e Vitali, 2013, pp. 125, euro 16.

Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con l'Opera Omnia in italiano di Raimon Panikkar. Dirigo con Diego Fusaro la collana di filosofia "I Cento Talleri" dell'editore Il Prato e con Daniele Baron la rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Sono membro dell'associazione di scrittori «NapoliNoir». Ho pubblicato in volume i saggi: – Il rischio di pensare. Scienza e paranormale nel pensiero di Rupert Sheldrake (Progedit, 2020); – Ivan Illich. Il mondo a misura d'uomo (Pazzini, 2018); – La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (Il Prato, 2014); – Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (Diabasis, 2011) e i libri di narrativa noir: – Troppa verità (2021), romanzo noir di Bertoni editore (2021); – L'albergo o Del delitto perfetto (2020), sulla manipolazione affettiva e la violenza di genere, edito da Iacobelli; – L'abiezione (2018) e L'intransigenza (2015), romanzi della collana "I gialli del Dio perverso", edita da Il Prato, ispirati alla teologia di Maurice Bellet; – C'è un sole che si muore (Il Prato, 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama.

2 thoughts on “L’inconscio può pensare? Un libro Moretti e Vitali a cura di Chiara Zamboni

  1. Mi piace l’impostazione della nota. Il finale potrebbe essere un manifesto di anti-riduzionismo o anti-meccanicismo: “mostrare a tanti apprendisti meccanici che a smontare troppo le cose, quando provi a rimetterle insieme, poi… avanza sempre qualche pezzo”. Aggiungo solo un parere sulla terminologia: L’inconscio non appartiene, per definizione, al campo dei fenomeni. Dunque non si presta a una verifica diretta e si può definire sotterraneo in questo senso . Questo vale, per esempio, anche per il Big Bang. L’uno e l’altro sono dei “pensati” che noi aggiungiamo alla realtà dei fenomeni per conferire una coerenza e non possono che definirsi in riferimento a quest’unica realtà. Sarebbe bene tenere presente questa differenza di “status” per quanto sia evidente che sono i mondi della coscienza e dell’inconscio, insieme, a definire la persona. Ciao e grazie. Giuseppe Roncoroni

  2. Grazie per l’attenzione e per la precisazione: è proprio questo il punto, l’inconscio – come tante altre cose – non lo si percepisce direttamente, ma nemmeno si può dire che la razionalità sia tutto ciò che c’è. Errore che il riduzionismo materialistico reitera a ogni passo, facendo come l’ubriaco che cerca le chiavi di casa sotto al lampione: non perché le abbia perse lì, ma solo perché lì… c’è la luce (della sua ragione – ebbra).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...