Brevi note sulla logica del «caso» come dispositivo di autoinganno nelle relazioni contemporanee

Abstract: Il contributo indaga il ruolo della categoria di contingenza nella costruzione dell’autoinganno relazionale. Muovendo dalla fenomenologia del «mi è successo», l’analisi mostra come il soggetto contemporaneo mobiliti la grammatica dell’accidentalità per neutralizzare la responsabilità delle proprie scelte affettive. Attraverso un percorso che incrocia fenomenologia, filosofia del linguaggio, etica antica e teoria critica della soggettività, si propone una lettura dell’alibi sentimentale come dispositivo di veridizione paradossale: una struttura narrativa che il soggetto erige non per ingannare l’altro, ma per rendere abitabile a sé stesso il proprio desiderio trasgressivo. La contingenza, lungi dall’essere il modo dell’accadere, si rivela come il modo del non-voler-sapere.
Abstract: This paper investigates the role of the category of contingency in the construction of relational self-deception. Starting from the phenomenology of the expression «it just happened», the analysis shows how the contemporary subject mobilizes the grammar of accidentality to neutralize responsibility for affective choices. Through an interdisciplinary path combining phenomenology, philosophy of language, ancient ethics, and critical theory of subjectivity, the paper proposes a reading of the sentimental alibi as a paradoxical veridiction device: a narrative structure erected not to deceive others, but to make one’s own transgressive desire inhabitable. Contingency, far from being the mode of occurrence, reveals itself as the mode of not-wanting-to-know.
Parole chiave: contingenza, autoinganno, veridizione, parresia, tecnologie del sé, responsabilità, desiderio, narrazione identitaria
«Lo scopo dei nostri lavori dev’essere o di estendere i limiti dei luoghi illuminati, o di moltiplicare i centri di luce».
Denis Diderot, Pensieri sull’interpretazione della natura
Premessa metodologica
Nel percorrere i sentieri della riflessione contemporanea sull’intimità, uno dei luoghi più densamente popolati di zone d’ombra è quello in cui il soggetto definisce il proprio agire attraverso la categoria della contingenza. In questo spazio, l’evento imprevisto — ciò che comunemente chiamiamo «caso» — cessa di essere una variabile ontologica per trasformarsi in un raffinato dispositivo di autoinganno. Il presente contributo si propone di illuminare questo territorio, incrociando strumenti della fenomenologia, della filosofia del linguaggio e dell’etica antica con l’analitica delle pratiche di soggettivazione sviluppata da Michel Foucault nell’ultimo periodo della sua ricerca.
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